Nostalgia theorem

scritto da Zaffiro
Scritto 2 mesi fa • Pubblicato 3 ore fa • Revisionato 3 ore fa
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Mi piace l’idea di chiudere con Q.E.D. = Quod Erat Dolendum (“ciò che doveva essere sofferto”), perché ribalta il linguaggio della matematica: la nostalgia non è qualcosa che si dimostra, ma qualcosa che si attraversa.
- Nota dell'autore Zaffiro

Testo: Nostalgia theorem
di Zaffiro

ENUNCIATO

Sia P una persona,
L un luogo perduto
e T il tempo trascorso.

Si dimostra
che la distanza tra P e L
non è mai proporzionale
al numero degli anni,
ma alla quantità di amore
rimasta insoluta.

DIMOSTRAZIONE 

Si prenda una fotografia.

La si osservi
per un tempo
sufficientemente lungo.

Si noterà che il passato,
contrariamente a quanto
affermano gli orologi,
non rimane fermo.

Avanza.

Occupa le stanze,
riconosce gli odori,
si siede a tavola
senza essere invitato.

A questo punto
si supponga di eliminare
ogni ricordo.

L’esperimento fallisce.

La nostalgia
non è contenuta
nella memoria,
ma negli intervalli
che essa lascia vuoti.

Si considerino quindi
due persone
che hanno vissuto
lo stesso giorno.

Una lo dimentica.

L’altra
lo ricorda ogni notte.

Ne consegue che il tempo
non misura gli eventi,

ma la loro capacità
di continuare ad accadere.

COROLLARIO 

Esistono abbracci
che terminano alle 18:32

e continuano
per il resto della vita.

Osservazione

Ogni tentativo
di risolvere definitivamente
la nostalgia

la trasforma
in una forma più raffinata
di presenza.

Q.E.D.

Quod Erat Dolendum.

Non Dimostrandum.

Da sopportare.

Nostalgia theorem testo di Zaffiro
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