Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Volli sentirmi straniera e mi strappai dalle radici marce conficcate nella terra nera.
Mi strappò una ciocca di capelli mia madre inferocita, allo sbaraglio mi buttai con il nulla tra le dita.
Per un anno intero intrecciai matasse di fantastiche illusioni, al richiamo del muezzin credetti per un poco a scomposte suggestioni.
Il vento del deserto portò sabbia ocra nel talamo silente, lacrime di fallimento e di rimorso e di rimpianto mi vennero a cercare.
Il mare sembrò latrina maleodorante, il monte non mi donò frescura, il suk parve labirinto inconciliante… la gente falsa, gretta e oscura.
Perché non vi fu a dissuadermi, frusta?
Perché non vi fu a legarmi mani e piedi, corda?
Perché non vi fu per sì atroce costernazione, catena?
Perché non vi fu a tenermi prigioniera, gabbia?
Mi si lasciò a libero arbitrio come non fossi folle!
Dal fondo dei miei molteplici fallimenti… m'arresi come bestia ferita
e agonizzante, tornai a casa laddove l'inferno era cominciato e cercai le mie piccole ali bruciate.
Trovai in questa terra nera un poco di radici ancora sane, ne trovai un pugno all'indomani, ancorata ad esse titubante, camminai maldestra e vergognosa e sanguinante.
Compresi finalmente a poco a poco ciò che mi mosse.
Quanta inutile fatica e sforzo e dispendio d'energia e lotta!
Compresi ch'ero fuggita da me stessa!
Ch'era impossibile... perché mai nessuno me lo disse?