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Gelo anche d'estate ma non lo sento neanche mentre mi concentro,
come si fa ad amare un'illusione morto fuori e dentro,
bussano alla porta a me l'escluso,
che differenza c'è tra me e uno dentro ad un cimitero con il cancello e lo sportello della bara chiuso,
mi dicono di non lasciare che il buio mi soccomba,
io porto fiori passeggiando tra le anime defunte ricongiunte ma lontane dalla mia tomba,
un silenzio straziante gela i corridoi dell'ospedale,
non c'è più nulla da fare il ragazzo è talmente morto da non star male,
i giornalisti parlano di una misteriosa scomparsa con tanto di obliterazione,
il treno che soffia alla stazione,
la verità è che non c'è mai stata una scomparsa ma vi è apparsa soltanto l'ombra di un esile frutto della vostra immaginazione,
ora guardatemi mentre brucio il mio quaderno,
nutritevi di soddisfazione mentre i vermi fanno da contorno alla mia carcassa ed aspettano il mio interno,
luci spente con la bici,
sono morto e loro mi dicono "che dici",
nel cielo si prepara lo stormo,
stavolta sono stanco non mi trasformo,
sarà un viaggio ed io non mi espongo,
attenti conoscenti perché io so volare ma stavolta dal dirupo senza fare ritorno.