Antologia nell'anima

scritto da Fosco
Scritto 10 mesi fa • Pubblicato 10 mesi fa • Revisionato 10 mesi fa
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Autore del testo Fosco
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Quando anima e cuore conservano ricordi di Montale Carducci Cecco Angiolieri Quasimodo Prevert Garcia Lorca Pavese e forse Dante, che fanno parte d i un personale universo inconfessato, illuminando alibi e sogni e cime altissime da cui precipitare.
- Nota dell'autore Fosco

Testo: Antologia nell'anima
di Fosco

Non scendere più                                     Eugenio Montale
tutte quelle scale
per milioni di volte
perchè il mio braccio è stanco,
non almeno nel meriggio
così pallido e assorto
e non salutarmi
con la tua pargoletta mano                     Giosuè Carducci
perchè s'i' fossi foco                                Cecco Angiolieri
arderei lo mondo,
ma mai vorrei emozionar la mente, 
carezzando l'anima dei secoli
con parole mute quando
la bocca le baciai tutto tremante.             Dante Alighieri

e uscimmo insieme  a riveder le stelle                                       
che resistono lassù
perchè ognuno di noi
sta solo sul cuore                                      Salvatore Quasimodo
e sull'orizzonte della terra,

ma, se trafitto da un raggio di sole,
sarebbe subito sera
e questo amore allora                                Jacques Prevèrt
sboccerebbe così violento
così fragile così tenero
così disperato,
questo amore
bello come il giorno
e cattivo come il tempo che passa
questo amore così vero
tremerebbe di paura
come un bambino al buio.

E questo amore tutto intero
ancora così vivo
e tutto soleggiato
è tuo e mio
il nostro amore è là
testardo come un asino                             
e difficile a cambiare

Tenero come il ricordo
tendici pietosa la tua mano
e salvaci alla fine.

Perchè                                                   Federico Garcia Lorca
il libro di poesie 
che ho in mente è vero che
è un autunno morto:
i versi son le foglie
nere sulla bianca terra,
e la voce che li legge
è il soffio del vento
che li affonda nei cuori.
E come dar torto 
a chi ha descritto vita e morte?

Ma son oltremodo sicuro
dai tempi dell'infanzia
che verrà la morte e avrà i tuoi occhi         Cesare Pavese    
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.
E i tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio
come il foglio bianco
del mio compito in classe
su di te , Cesare, sul quale
ho quasi pianto
per la mia umiliante
flebile ignoranza
che volle ricompensarmi
con un intervallo anonimo. 

Così assisto dal parterre
al trionfo vitale dei poeti veri 
che son rimasti grazie alle parole scritte                       
e non a quello dei semplici attori
di questa vita interpretata
unica e diversa per ognuno,
nella sua Commedia
e divina e antica
e sospesa al tempo.



Antologia nell'anima testo di Fosco
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