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Unalingua
Chissà se ci saresti stata in quel confine
dove il sogno incespica ancora
sulla latenza, o per meglio dire
è agito dalla diserzione dalla vita
chissà se nel tuo dire alla mia bocca
il fiore viola del dolore sarà capace
di giusta voce, dove il tempo residuo
inplica e non radica nell'impossibile
a dirsi i lembi del pensiero parlare
sul passare presente di quel colore
chissà se con la mia bocca dirai
ancora me, se dalla tua il soglio futuro
in animo al presente conterà di nuovo
le luminose ospiti dei nostri cieli
che respirano la nostra pelle
abbiamo inventato Unalingua
che ci parla, non abbiamo alcun controllo
di linguaggio su di essa
mentre le parole, come un termine
quantico di moltiplicati altrove
precipitano participi passati
in carsici storni di realtà nel presente
é forse così che il futuro, inquieto
Acheronte aperto alla gioia,
scorre in avanti il suo incerto moto
affinché la morte non possa
coglierlo mai