Il Re Barzelletta lucrava sulle tasse facendole pagare solo alle masse, lui evadeva paese a paese gonfiando a dismisura la nota delle sue spese.
La Legge lo condannò per evasione, ma non l’imprigionò data l’età, sarebbe stata dura.
In tutta fretta cortigiani, ballerine e servi nani e chi in lui credeva in buona fede rullarono il tamburo: “La sua innocenza è pura, può andare in giro nuda”.
Chiese un bambino alla sua mamma: “Voglio sapere, se in un paese dove c’è un Re che ruba soldi, non solo a chi con la Legge lo condanna, ma anche a chi non solo scusa il suo rubare ed anzi lo sostiene, è normale che chi fa del male mantenga il potere^ A ben vedere tutti i nati in quel paese sono stati derubati”.
“Bambino mio cosa vuoi mai, in un paese dove il derubato difende il ladro, è tutto vano, e ridi amaro”.
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