Il prete matto
Non è una fissa, io ora sento gli aiuti della provvidenza, ma non da sempre e
questa Dania l’ho conosciuta anni fa in una comunità di un prete in un periodo che
volevo provare a rifarmi la vita a Piacenza ed è stato uno dei miei periodi grigi, il
prete più stronzo che ho conosciuto, lui mi avrà anche preso in cura ma io non
riesco a provare gratitudine infondo lui ha fatto il suo lavoro: aiutare la gente
bisognosa, io avevo bisogno di un posto tranquillo, pensavo di aver trovato
l’America Jaco ma dopo un po di mesi mi son ricreduto: lui era un soggetto nevrotico
e io ero del tipo psicolabile un po' così forse diventato e un po' così forse nato come
un forsennato, eh! Eh! Eh! Senti che gioco di parole.
-Sì!E sai far anche le rime, devi avere queste capacità innate.
- Dici? Magari hai ragione.
- Ma no! L’ho detto per cazzeggiare, però parlando seriamente Gigi! Ti ho già detto
che sono tantissime le persone con il cervello messo male, lo siamo un po' così
anch’io, Luigi e Marco, Marco ha fatto anche un periodo con sedute da un
psicanalista, un strizzacervelli figurati!
- Certo! Lo so bene! C’ è’ qualcosa che non va nel mio cervello sì!! Ma chi se ne frega
mica sono un pericolo pubblico, sono consapevole di avere il cervello messo male e
mi piace metterla sul ridere, che ne so io del suo nevrotico e del mio psicolabile, e la
storia era molto brutta dentro li e lo sai com’è no? Due galli in un pollaio! Lui aveva
una responsabilità di accudire trentacinque svantaggiati molto più di me e forse
anche questo suo impegno faceva di lui uno di quei preti padre padrone, un Hitelr e
anche un po' fanatico, si credeva il padreterno, sai quelli che dicono o con me o
contro di me? E per giunta era aiutato da altri quattro stonzi come lui ed era guerra!
Guerra e basta pensa come poteva essere la storia.
- Gigi ti posso assicurare che avere una responsabilità di persone, non è come avere
responsabilità di cose, essere responsabile di molta gente è molto difficile, ti rende
autoritario, troppo severo, a volte prepotente, non certo una persona amabile, lo
dicono anche grandi leadership: comandare è molto più difficile che servire, dicono
loro; sei un leader e anche se non sei nato leader sei un capo e sbaglierai, ma capo
ha sempre ragione.
- Ecco così! Lui secondo me non era un leader nato e per la verità non saprei dirti se
uno così ci nasce o ci diventa, secondo me ci si nasce così o si ha delle tendenze ad
esserlo e con un leader nato e carismatico che si fa voler bene, ci si può anche fare
trascinare invece con lui no, lui era il padrone della comunità da lui fondata, faceva
del bene da chi voleva farsi aiutare da lui e per questo mi levo tanto di cappello ma
era una sua creazione, il suo mondo, come l’hai presente Marlon Brando in
Apocalyss now, ecco lui! Stare al comando e servire uno più fuori di testa di me, che
ero ancora fresco dal trauma cranico, no grazie! Per farsi comandare da quello
bisognava essere … essere non so come forse con un grave handicapp da quelli a
livello di legge 104 con accompagnamento e assistenza personale giornaliera,
c’erano queste persone sai? Oppure bisognava avere un motivo valido, c’era anche
questa gente, gente furba, paziente e ruffiani, senza problemi fisici, non
traumatizzati e senza disturbi comportamentali, loro erano tranquilli ubbidivano
senza battere un ciglio, avevano bisogno come me, ma loro erano più furbi di me.
Come si dice?: Ogni cervello è un piccolo universo.
- Ce ne sono tante sparse per il mondo di queste associazioni, comunità o centri di
recupero, che fanno le cose per puro altruismo: l’Esercito della salvezza, le Caritas,
e tante altre è un buon aiuto no?
- Si! Molto buono, ma mi è andata male, tutti matti là dentro e il prete era il primo,
poi recentemente ho saputo che ha avuto guai con la giustizia, qualcuno che vedeva
bene l’ha denunciato per maltrattamento, poi è intervenuto quello che sono più che
convinto sia stato un aiuto divino, ma è una cosa delicata per parlarne, poi tu mi
dici che sono un illuso o un fissato e non va bene, ma meno male che c’era questa
Dania simpatica e brava. Lei allora lavorava lì come infermiera ma non era un
ospite veniva solo al lavoro, poi io sono andato via ci siamo persi di vista e me la
sono ritrovata al pronto soccorso mi ha ingessato la gamba, non ha un bel viso ma
non è un viso volgare è come dire? Sai quei bei faccioni! Non mi piace fisicamente,
non mi attrae è anche grassa, ma è proprio vero, che la bellezza è dentro di noi,
alcune persone dicono che la gente grassa è negativa: ma non so se dare ragione,
erano anni che non la vedevo sta Dania, ora è sposata e ha due figli, veniva sempre
a trovarmi, mi faceva la spesa, mi lavava i vestiti, mi rifaceva il letto, è brava anche
a cucinare, ma Luca è eccezionale, conosce certe ricette! Sa fare anche il cacciucco
quello originale livornese e il suffle al cioccolato.
- Arriva fra un oretta Luca, gli facciamo preparare il suffle al cioccolato e ce lo
gustiamo mentre guardiamo il film The Millionar ci stai anche tu?
- Il suffle di cioccolato in estate, ma sei fuori? E quel film è’ molto bello l’ho già visto
e siccome io e Luca partiamo prima dell’alba non voglio rivederlo, preferisco andare
a riposare altrimenti viaggio male.
Per la cena cucinò Luca e Aluisio cenò con loro, poi Luca con Jacopo, Marika, Marco
e due amici si trattennero nel soggiorno a vedere il film. Luca era vulcanico e anche
quando si ritirava tardi si alzava presto. Nel soggiorno ricreativo nello spazio
riservato al relax c’era poco mobilio: un divano di midollino come a casa di Aluiso
due poltrone un tavolo basso per appoggiare bicchieri e oggetti vari e una ludoteca
con 150 D.v.D di films, documentari e video – clip vecchi e nuovi, c’erano anche due
piantine di Palma Areca ottime per eliminare particelle di gas nocivo.
Aluisio e Luca in viaggio a Bonn.
Aluisio regolò la sveglia sul cellulare per le quattro e quarantacinque, il suono della
sveglia lo fece subito alzare dal letto e si è affacciò alla finestra, il sole non era
ancora uscito ma il cielo era sereno, si vestì in fretta, fece una colazione veloce con
Luca e partirono subito. Loro stavano molte volte insieme quando erano in città e
Luca sapeva della passione per la scrittura di Aluisio.
Luca aveva la faccia seria, era concentrato sulle indicazioni stradali.
- Luca, dimmi una cosa? Per andare più scorrevoli prendiamo l’autostrada?
- Certo! Ancora un paio di kilometri e si prende l’autostrada, non c’è traffico a
quest’ora e non ci sono interruzioni si va dritti e veloci, tra l’altro qui in Germania
non si scherza! Autostrade gratis e guidare nell’autostrada vuota allo spuntar del
sole è un piacere, uno dei tanti piaceri che per tua sfortuna non conosci più da anni,
una gran figata! Ma riprenderai anche a guidare, scommettiamo?
- Si! Guidare posso guidare, ma in mezzo al casino del traffico non sarà certo come
in un autostrada vuota, non mi ci vedo in mezzo al traffico magari nell’ora di punta
di una città, oh! Povero me mi prende il panico solo a pensarci.
Luca entrò in autostrada e avanzò con velocità contenuta, mise un C.D nel lettore
con la musica di Ennio Morricone, la colonna sonora di Mission.
- Conosci questa Aluisio?E’ perfetta per lo spettacolo del sole che sta sorgendo.
- Si! L’ho sentita spesso, anche lui se andato, aveva un bel po' di anni comunque.
- La strada era una lunga striscia grigia, il sole stava sorgendo e per ogni istante
che il sole saliva l’orizzonte davanti loro si schiariva.
Luca accese una sigaretta e finita la canzone Aluisio non poteva trattenere un suo
disprezzo per il fumo.
- Ecco! Fumare è la cosa più stupida Luca, io ho smesso anche con il fumo.
- Non sono un gran fumatore e poi hanno inventato la sigaretta elettronica che fa
meno male e fumare mi piace, non voglio smettere.
- Queste sigarette elettroniche sono una bella trovata, ma fa male lo stesso.
- Si ma molto meno.
- La la mattina poi con il caffè potresti evitare almeno il fumo.
- E’ la forza dell’abitudine, sono anni che fumo la mattina dopo il caffe ma poche
sigarette due o tre, anche di pomeriggio e di sera fumo poco e prima che il caffe mi
svegli mi ci vuole come minimo un quarto d’ora è sempre così.
- E’così per tutti quelli che bevono caffè e la mattina io non posso farne a meno ma
solo la mattina: caffè macchiato senza zucchero e devo sempre avere qualcosa di
dolce da mangiare.
- Anch’io uno la mattina e basta e mai a stomaco vuoto, ci sono quelli che vogliono il
gusto del caffe ma non vogliono l’eccitazione della caffeina allora prendono il
decaffeinato e possono prenderne quanti ne vogliono, ci sono anche quelli che al
caffè dopo pranzo aggiungono anche il bicchierino, l’ amaro, chiamato anche
ammazzacaffè, sono in tanti sai? Lo bevono per digerire meglio, questi sono convinti
che aiuti nella digestione, niente di più falso.
- Si! L’ammazzacaffe non è un digestivo è un liquore e c’è alcool che un potente
irritante allo stomaco e leva le proprietà digestive delle erbe con cui lo fanno però
per gli Italiani un pranzo domenicale con degli invitati senza il liquore amazzacaffè
è un delitto, si fanno anche in casa sono quelli tipo il Limoncello, il
Nocino, l’Amaretto, il liquore di liquirizia calabrese, il liquore di Mirto della
Sardegna, ma sono tantissimi questi liquori e li fanno anche a livello industriale che
poi li compriamo al supermercato ma niente a che vedere con quelli fatti in casa e
molti liquorini sono copiati dalle ricette dei monaci nei conventi che hanno trovato e
poi messo in vendita, sono quei libricini con le ricette di tutte quelle erbette officinali,
la scorza delle radici, i germogli essiccati e tutte quelle storie che solo loro sapevano
trattare e il consumatore volendo può mettere poco alcool.
- A me risulta che sono buoni quelli dei supermercati e che vanno a ruba.
- Si! Ma vuoi mettere con quelli genuini fatti in casa? Come la grande differenza che
c’è tra un pollo ruspante sodo e saporito e quello d’allevamento sciapo e con le ossa
di cartone o come il mitico vino del contadino ben più buono e salutare di quello
industriale del supermercato.
- Io faccio spesso la crema di whisky ma devo ancora imparare a farla bene.
- Ah! Buona, sarebbe il Bayles, ma fatto in casa non l’ho mai assaggiata.
- Sai Aluisio? Ho una mezza idea che mi frulla in testa, vorrei organizzare un
viaggio nei primi di ottobre, vorrei andare alle terme di Saturnia nelle colline
toscane fra Siena e Grosseto, ti ricordi? Con le cannette stravaccati dentro l'acqua
calda naturale delle terme all’aperto eh!Eh!Eh!!
- Ricordo bene Luca!
- E ricordi Aluisio di quando si andava in giornata nel Piemonte per gustare i
magnifici bolliti misti, la bagna cauta, il brasato con il barolo. In ogni parte del
mondo ci sono cose buone da mangiare ma in Italia! Dieta mediterranea, altroché
dieta vegan che ora è una gran moda, oppure la macrobiotica o quella vegetariana,
carne, pesce, selvaggina e i primi piatti, la cucina italiana la migliore poi Piacenza
con i suoi pissarei e fasò! E’ unica e la picula’ d caval, che poi sarebbe una
semplice carne di cavallo in umido, è buona da leccarsi i baffi.
- Ah! Il ragù di cavallo, ancora più antico di quello di manzo, con un gusto più
robusto e saporito, era un piatto povero che oggi è diventato un piatto caratteristico
ed è molto richiesto dalla gente. Piacenza è sempre stata una città militare, nata
come avamposto ai tempi degli antichi romani che voleva dire guarnigioni con
migliaia di cavalli e quando il cavallo non era più buono da cavalcare era buono da
mangiare e così hanno inventato la picula’ d caval.
- Ma dai! Gigi questa proprio non la sapevo.
- Tutti i piacentini conoscono le origini di quel piatto e tu no?
- No! Mai saputo! Sai che non mangio da tempo uno dei miei piatti preferiti che non
c’ incastra niente con la provincia di Piacenza ma quando arriva l’inverno una bella
polentassa con lo stoccafisso ci vuole! Sai quello con le cipollette.
- E la sai la storia del nome stoccafisso?
- Sono tante le versioni sulla nascita di questo nome, la tua di storie qual è?
- Lo stoccafisso sarebbe il merluzzo secco, esiste da secoli viene dai mari del nord,
ma il nome non è di origini nordiche e antiche, il nome stoccafisso è stato inventato
al tempo della seconda guerra mondiale con lo sbarco degli alleati non si sa
esattamente dove ma è stato in un dei porti del sud Italia, c’erano i viveri per i
soldati che erano tutti imballati in scatole di legno con sopra scritto stock of fisch:
stock in inglese sta per provvista e fisch per pesce,i cittadini gli dettero il nome
stoccafisso e le massaie inventarono lo stoccafisso in umido poi si è diffuso
rapidamente in tutta Italia con quel suo buon sapore che quando viene ammollito
dall’essicazione e cucinato ha un cattivo odore e nessuno direbbe che è buono.
- Ah! Questa è la tua di versione sembra la più credibile magari è quella vera.
- Le storie di come sono nati i cibi sono simpatiche è vero Luca?
- Si! Soprattutto le storielle dei piatti più poveri come appunto la picula’ d caval, le
storie di come sono nati i cibi liguri e pugliesi sono molto simpatiche ecco! Ho una
buona idea, non riesci coniugare questa tua passione di scrivere con il lavoro
potresti fare delle ricerche su internet di come sono nati i cibi nelle regioni d’Italia o
com’è nato il tuo quartiere popolare, i quartieri popolari hanno una storia, simpatica
e interessante, il tuo quartiere il Ciano poi è una fetta di storia della città, è stato
fondato nel periodo del ventennio fascista e può essere interessante anche la
storia, le origini, le rarità sulla nostra città, potresti fare sai quelle rubriche on – line
cose come: forse non tutti sanno che o non sapevi che?
- Scrivere un romanzo nel posto di lavoro? Che idea scema! Come potrei fare? Se
fossi un portiere notturno sarebbe l’ideale ma là no, là si che avrei le crisi da
pagina bianca, il mattino c’è più daffare che nel pomeriggio, non c’è pace e
tranquillità nel senso che è un posto di passaggio troppo rumore: gli squilli di
telefoni negli uffici di fianco e quando fanno riunioni? Le pareti non sono di
cartongesso ma si sentono lo stesso bene i discorsi, poi c’è anche la fotocopiatrice
collegata in rete che è nell’ atrio davanti al mio posto, di lavoro e stampa sempre
documenti che i colleghi vengono a prendere ogni minuto, vicino c’è la saletta del
ristoro con le sue macchinette per caffè e per gli Snak sento le persone che parlano
e ridono a voce alta, no non è un buona idea, ci ho anche provato per la verità ma
non và, proprio no! Poi cosa c’entra il Ciano io voglio scrivere della mia vita e anche
se volessi scrivere sul quartiere del Ciano cosa mai potrei scrivere! Sono già stati
scritti molti libri da gente che ne sa molto più di me, hanno addirittura fatto un
documentario; anche sul fatto di scrivere sulle origini della città e di tutti gli eventi
successi nei secoli, sono tanti sai? Di Piacenza c’è tanto da parlare è ricca di storia,
arte e natura e io non so molto e non ho voglia di sapere tanto, scopro gli
avvenimenti senza studiare la storia della città, per esempio recentemente ho
scoperto che la prima camera del lavoro è nata nella città di Piacenza e che nella II
guerra mondiale fu creato il C. N. Il “comitato di liberazione nazionale” ho scoperto
anche che nel palazzo Farnese oltre i musei civici, con il museo del rinascimento e
l’archivio di stato che già ne ero al corrente, c’è anche un quadro di Sandro
Botticelli e si conserva un cimelio dell’epoca etrusca, il fegato etrusco che per la
verità non ho ancora esattamente capito di cosa si tratta, per il resto sono stati
scritti tanti e tanti libri di storia da gente competente è stato scritto molto sulla città
anche quando in tutta Europa c’è stato un grande cambiamento, nel 1848.
- E’ vero Gigi! Ancora oggi si dice: è successo un quarantotto! In Italia nel 1848 ci
furono grandi cambiamenti, famose sono le cinque giornate di Milano e anche a
Piacenza ci fu un cambiamento è stata la prima all’ annessione al Piemonte e si
guadagnò il titolo ”la primogenita” c’è anche una via con quel nome.
- Si! Quella che costeggia la stazione ferroviaria! Successe il 10 maggio 1848 ma
quello è un evento molto conosciuto in tutta Italia e ogni anno, ogni 10 maggio
dell’anno la città festeggia in memoria del fatto accaduto e un gran bel ricordo di
cui la città si vanta.
- Piacenza non è molto valorizzata secondo me.
- Invece negli ultimi anni è più visitata, più turismo, più interessi, sulla storia della
città: gli Etruschi, la sua origine al tempo di Roma antica poi importante è la
battaglia di Annibale con le guerre puniche, c’è anche d’importante la prima
crociata indetta da Papa Urbano II, tu sai che il posto è proprio vicino a casa mia
nel piazzale delle crociate! Eh! Si! E’ proprio un paesone la mia città piccola,
borghese, provinciale ma vivibile, tranquilla, a misura d’uomo e c’è molta arte, gli
voglio bene alla mia città, sai quando ti affezioni ai negozietti, ai locali di sera, ai
vicoli, alle panchine nei giardini pubblici, alle piazzette,alle …
- Oh! Ma sai che mi racconti gioioso della città scrivile queste cose, dai retta!
- Non è uguale parlare con una persona e scriverla la parlata sai Luca?
- Aluisio devi fare qualcosa! Non dovresti solo aspettare, devi anche migliorare, la
forza dell’ottimismo Aluisio ce l’hai e ti fa bene ma sono ottimista anch’io e sono
anche più sveglio di te che ti sei rincoglinito di brutto, fatti furbo! Tu dici che non hai
più niente da sfruttare? Io dico che c’è ancora qualcos’altro da prendere, sono
occasioni da sfruttare, ti posso spiegare?
-Avanti! Spiega! Dimmi cosa mai mi puoi consigliare per migliorare?
Il prete matto testo di Aluisio