Vediamoci tra cinque anni allo stagno dei salici quando l’autunno sarà di nuovo squisito. Quando quei giorni saranno memoria di quaderni fitti di righe. e scarpe di gomma senza alcun laccio.
Nei pensieri solo canzoni quelle che ascoltavi a concerto finito dietro le quinte del nostro cuscino. Nessuna parola né nubi cattive riavvolte al silenzio di un lustro in gomitoli di preghiere e rimpianti.
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