Mare prigione

scritto da capstef
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una ballata notturna tra sogno e subconscio
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Testo: Mare prigione
di capstef

Nel buio della notte fredda,
            in alto il cielo ammiro,
riemerso da quest’acqua fredda,
            avverto il mio respiro.

Sdraiato su onde piatte e calme,
            seguendo il ritmo lento,
 è sinfonia e sa trasportare,
            son come piuma al vento.

E guardo stelle, e penso al niente,
            danzando con il mare,
e avanti e indietro e indietro e avanti
            comincia ad agitare.

Nuvole grigie si abbracciano strette,
            quiete di colpo si arresta,
funesta la pioggia che muta la danza,
            da valzer a brusca tempesta.

Oceano è violenza, ha preso coscienza,
            trascina, mi afferra, mi inghiotte,
mi porta giù in basso, il cielo sparisce,
            nel freddo della buia notte.

E vedo l’abisso con occhi serrati,
            arreso a tanta potenza,
se vivo, se sono, se dormo per sempre,
            ormai non fa differenza.

Quando mi dirai addio sul serio?
            quando, sapere vorrei.
 Quando smetterò di cascarci dentro?
            Abitudine dei giorni miei.

Mare prigione testo di capstef
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