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Ci sono notti in cui il corpo diventa vento,
foglia sospesa tra luna e mare,
dove il cuore brama senza nome
e il respiro diventa incendio silenzioso.
Voglio mani che conoscano i miei silenzi,
che scivolino come fiumi caldi
tra pieghe di pelle e sospiri trattenuti,
che attendano, con pazienza,
finché la mia fiducia fiorisce come alba lenta.
Desidero essere presa,
ma non come fiamma consumata,
solo sollevata, sospesa, accolta
tra braccia forti e lunghe ombre,
contro muri che diventano cielo e giardino,
mentre ogni respiro svela labirinti di desiderio.
Voglio lo sguardo che brucia e comprende,
le dita che tracciano arabeschi invisibili,
sussurri che incendiano senza fumo,
ogni tocco promessa di ardore nascosto,
eco di fuoco che pulsa sotto la pelle.
Non è solo carne che trema,
è anima che desidera e si affida,
che vuole essere scoperta con lentezza,
accarezzata come onda che sa attendere
prima di infrangersi sul corpo.
Ogni sospiro è filo d’oro,
ogni pausa ponte sospeso tra ombra e luce,
e nel silenzio sento il fuoco invisibile
che danza sotto la mia pelle,
un’ardente promessa che aspetta
di incontrare mani pazienti
e occhi che sappiano vedere.
E così aspetto,
non fretta, non urgenza,
solo la dolcezza che accende senza bruciare,
la pazienza che insegna il ritmo del desiderio,
e in quell’attesa il mio corpo e la mia anima
diventano foreste in fiamme,
venti ardenti che non consumano,
ma illuminano il cammino
verso un sole che ancora non è mio.