Impera il sepolcrale silenzio,
le vette allungate nel cielo di piombo,
umanità di statue denudate al tempo
e un verdeggiare incolto di mangrovie,
l’aria e’ gravida di risvegli.
io appartengo al tempo defunto,
soltanto dove un falco può volare
nel più alto umano strato, io risiedo
e attendo il semplice fluire di ogni evento.
Tutto il mondo prima o poi, nella sua storia,
passerà attraverso me,
questo è l’uomo che ha una pazienza infinita,
non ha più le movenze di un vivente,
e’ la statua di un limbo abbandonato,
ma non porta rancore a quello che chiamaste vita.
Amore, sei carne plasmata a infinito,
non la tua bellezza, non la giovinezza che si sfibra,
ma il senso che io ti do e il segreto che porti
rischiarano le notti universali
ed infondono energia che gira il mondo.
Io nella mia ricerca raggiunsi la vetta del falco
attraverso la tua foresta di mangrovie,
non la mia ipotetica bellezza, non la giovinezza che si sfibra,
ma il senso che abbiamo difeso levigò il mio volto
rendendolo perfetto
nel giorno dell’immortalità.
Sto tramutando in statua nel riversarmi alla vetta,
in me trascino le profondità del cosmo
e da queste io ti trassi viva,
io trassi vivi tutti voi,
per l’esplosione di una supernova
attorno al mio asse si erge una nuova galassia della quale
sei stella madre e solidificata nella mia figura.
Noi apparteniamo al tempo defunto,
ma dietro l’effigie di pietra ruotano i mondi,
tutto il cosmo prima o poi
passerà, passerà attraverso noi
Alla vetta delle statue immortali testo di spaventapasseri