Con la schiena affidata alla ruvida corteccia, accomodata su contorte fondamenta, inebriata dalla fragranza viscosa di resina, barbagli di luce rapiscono il mio sguardo schivando gioiosi quell'intrico sapiente. Il lieve fruscio di foglie che danzano rievoca storie di antico stupore, un'eco di mondo ancora inviolato indugia nel fremito di magiche emozioni ed io... chiudo gli occhi e mi tramuto in fiore.
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