un po’ a te, un po’ a me

scritto da castagno1
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo castagno1

Testo: un po’ a te, un po’ a me
di castagno1

Tremule fiammelle allungano le ombre contro la parete. Fuori, oltre la finestra, aria pulita e spazi aperti, ma irraggiungibili. Sulle assi del pavimento, dentro un vaso crepato, cresce un’esile pianta. Una bambina lascia colare dal collo della sua bottiglia alcune gocce d’acqua sopra la terra secca.
Un po’ a te, un po’ a me…

Quando il pavimento di legno scricchiola, la bambina porta le mani alle orecchie. Inutile: i suoni scivolano tra le ditta e raggiungono il cuore. Ed allora soffia sulle candele, per riuscire almeno ad affogare nel buio le braccia oblunghe e le facce deformi che le ombre disegnano sui muri. Inutile anche questo: come se si trattasse di uno stupido scherzetto da festa di compleanno, le fiamme si allungano ma non si smorzano.

L’impotenza - non la paura - la fa tremare. Un brivido la scuote fin nel profondo. Uno sguardo alla finestra, per non guardare il muro. Neanche uno degli aeroplanini di carta che ha lanciato è tornato indietro. Nessuna risposta alle sue richieste di aiuto. Ed il davanzale è troppo alto per scappare fuori. Non le restano che la piantina e la bottiglietta.
Un po’ a te, un po’ a me…

I primi raggi del mattino la svegliano. Si è addormentata abbracciata al vaso. La gola brucia, come se avesse trascorso la notte rigettando il suo veleno, urlando fino allo sfinimento. Ma non un suono è uscito dalla sua bocca, e la rabbia alberga ancora tutta dentro al petto. Beve un paio di sorsi da uccellino, quindi, memore della promessa, dà alla piantina la sua parte. Il giorno ha cancellato le ombre dalle pareti, ma sa che torneranno ogni qualvolta sarà buio. Solleva il vaso all’altezza degli occhi, sì che il sole possa carezzare le nuove gemme.
Cresceranno insieme, affinché una possa dare forza all’altra…
un po’ a te, un po’ a me testo di castagno1
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