Mia madre indossava un bel vestito lungo quella sera. Aveva lo sguardo emozionato di chi non vede un figlio da troppo tempo. Era una donna semplice: una di quelle con tanti valori e forza da vendere, della vecchia generazione, "la buona", dicono; quella che non si è mai arresa. Non l'avevo mai vista con un vestito. Era bella, la mia guerriera. Era davvero bella. E fiera, fiera di me. Le bastavano poche foto dei miei spostamenti per renderla felice. Amava viaggiare, e non potendo, immaginava di viaggiare al mio fianco ovunque andassi. Figlia di immigranti, sorti distinte si mescolavano nel suo sangue; non trovava mai riposo, citando la Morante. Quella sera mi resi conto che in realtà lo facevo per lei. Che il risultato di tanta inquietudine ero io, un animale doppio. e non trovavo pace. Correvo da un angolo all'altro del mondo seguendo le tracce del destino di questo sangue misto. Questa cosa che sin da piccolo senti scorrere dentro di te, in realtà non è altro che uno dei tanti desideri mai avverati della tua donna. Lo facevo per lei. EVADERE. Ma avrei voluto portarla con me, donarle almeno la metà della libertà di cui mi ha fatto godere, della stima, dell'affetto, della rabbia, della speranza, della malinconia, che portano il mio nome adesso. Avrebbe visto quanta solitudine possono racchiudere un bagaglio a mano, mezzo abbraccio prima dei controlli, un sorriso finto quando insiste con le sue adorate videochiamate.
A chi vi dice che siete fortunati non date retta. Questa gabbia dorata, fatta di lacrime e sacrifici, la dovete solo a voi stessi. La gente non sa quante sere avete passato maldicendo il giorno in cui siete andati via e provando una strana invidia nel vedere il successo di chi avrà sempre un porcellino rosa che non è suo a cui attingere. Quelle sere avrete cercato di scacciare quei pensieri che non vi appartengono consolandovi con la sciocca convinzione per cui è tutto passeggero, che il gelo che si è insidiato verrà sciolto da mani calde ad accogliervi in una casa vostra, prima o poi, quando riuscirete a pagarvi un buon master, trovare un lavoro degno e realizzare tutti i vostri sogni. A quel punto potrete concedervi una vacanza, un amore, uno sfizio. Allora, e solo allora potrete fermarvi. Sembra tutto confuso fin qui. Eppure non lo sembrava tanto quando a tutti i costi volevo andare via da Lei. Avessi un euro per tutte le volte in cui l'ho pensato, adesso potrei raggiungerla. E invece no. Una volta ancora mi perderò un bel vestito lungo. Un sorriso stanco. una candelina in più, e una lacrima che nasconderà per bene quando il mio regalo lo riceverà per posta.
Potrei scrivere di lei, ma scriverò di me, perchè è riflessa in ogni gesto.
V.
In ogni gesto testo di Luciernaga en Grana