Se solo avesse cancellato la cronologia delle ricerche, ora non sarebbe un presunto sospettato. A quest'ora il signor Page potrebbe godersi la sua casa. Invece è seduto davanti un poliziotto che non ha nessuna intenzione di lasciarlo andare.
“Conferma di essere nudo proprietario dell'abitazione in via Balfio 23?”
“Sì”
“Il contratto è stato stipulato dieci anni fa con la signora Glame?”
“Sì”
“Ammette di averla uccisa per questo?
“No.”
Torniamo indietro.
Il signor Page ha quarantacinque anni. È single, non per sua scelta. In realtà la sua intera vita è stata un succedersi di cose, di scelte prese da altri per lui. Così come l'idea di cambiare casa. La fidanzata o meglio ex-fidanzata, dieci anni fa lo convinse... costrinse a divenire nudo proprietario di una casa bellissima:“La proprietaria è una vecchietta di ottant'anni! È praticamente un affare. Quanto pensi possa campare ancora?”
Oggi il signor Page era riuscito a farsene un'idea. La fidanzata l'aveva già mollato due mesi dopo aver concluso il contratto: “ Non morirà mai, l'hai vista? È tutta pimpante, mette i tacchi! E va a ballare. È stato un pessimo affare. Mi spiace”.
Se il “mi spiace” fosse perchè l'idea era stata sua, perchè se ne andasse o per scaricare la propria coscienza, questo il signor Page non l'ha mai capito.
Il nudo proprietario ha il diritto di proprietà sull'immobile, ma non il diritto di goderne l'uso, che resta all'usufruttuario; in questo caso la signora Glame. Se la signora Glame fosse morta, il signor Page si sarebbe, finalmente, potuto trasferire in quella casa. E chissà, magari, la sua ex sarebbe tornata da lui.
I giorni divenirono settimane, poi mesi, poi anni. Dieci anni dopo la signor Glame era ancora in perfetta salute. Nemmeno un raffreddore. Il signor Page l'aveva incontrata più volte, data la modesta dimensione della città. L'ultima volta l'aveva vista fuori l'uscita del supermercato, la vide inciampare tra le buste che portava e cadere a terra. Senza pensarci troppo si precipitò su di lei, non sapendo in cosa sperare. Si avvicinò e.. stava bene. Non poteva far altro che aiutarla a rialzarsi.
“Oh, signor Page, che caro. L'ho fatta spaventare?” chiese la signora.
“L'ho vista cadere e ho pensato le servisse aiuto. Tutto qui. Come si sente?”
“Bene, giovanotto. Sono dura a morire.” rise.
Il signor Page dovette sforzarsi di ridere. Lui sapeva bene quanto fosse dura a morire.
“Sono nata da una famiglia di contadini, sa? Siamo forti, noi.” Continuava a raccontare la signora.
Lui non l'ascoltava già più. Migliaia di volte in quei dieci anni aveva sentito la storia di dove fosse nata. Ormai la sapeva a memoria anche lui. Come sapeva che dopo aver descritto ogni dettaglio della casa in campagna dei suoi genitori, avrebbe concluso con: “Mi dilungo sempre tanto quando parlo del passato, ma vedi, si sa dove si nasce e non si sa dove si muore.”
Fu così anche stavolta. No. Cioè sì, la signora Glame lo disse prima di salutarlo, ma stavolta qualcosa si accese nel signor Page. Per tutto il tragitto verso casa non fece altro che pensare a programmare la morte della signora. “Lei sa dov'è nata e io saprò dove muore” pensava. Crudele, ma non era forse crudele stipulare un contratto di nuda proprietà con un poveretto e tirare avanti fino a novant'anni? Sarebbe stata semplicemente giustizia.
Arrivato a casa, accese il computer e si mise a cercare possibili veleni, acidi, finti incidenti, delitti perfetti. Preso dalla foga e dall'eccitazione, pensò di agire il prima possibile, preoccupato che una volta tornato in sé avrebbe mollato questo stupido piano.
Quasi gli tremevano le gambe. Mentalmente ripassava i movimenti da fare per buttarla giù dalle scale. Perchè non ci aveva pensato da subito? Quelle scale erano perfette! Tanti vecchietti non ci vedono bene e le scale possono essere pericolose per loro. Una volta arrivato, notò la porta aperta. Una grossa macchia di sangue era lì,al centro del corridoio dell'ingresso. Non poteva crederci. Iniziò a cercare la signora senza trovarla e pensò che qualcuno avesse sbrigato il lavoro al suo posto. Non aveva la minima idea di chi dover ringraziare. Si preoccupò di pulire il pavimento, tutto ciò che voleva era una casa accogliente. Mentre passava lo straccio, arrivò la polizia. Poco dopo trovarono il suo computer e le sue ricerche. Il signor Page provò a spiegare che non era stato lui, ma credergli era difficile. Vero è che il corpo non fu mai ritrovato. C'è chi dice di aver visto la signora Glame al mercato. Chi che vada in giro a raccontare a tutti della sua amata campagna, dilungandosi in dettagli poco interessanti, per poi scusarsi con la solita frase: “si sa dove si nasce, non si sa dove si muore”.
Si sa dove si nasce, non si sa dove si muore. testo di Emi94