Mannamo i posmoderni sull’arbero de cocco!
Sul postmodernismo, che va tanto di moda adesso, in particolare negli Stati Uniti.
Uno, ho letto poco di Foucault, che tutti i postmoderni esaltano come il loro profeta.
Due, quel poco che ho letto mi è sembrato scritto in un italiano chiaro: dico italiano, perché l’ho letto in italiano.
Tre, Foucault mi è sembrato uno storico, che ci capiva, ha detto cose che ho trovato condivisibili.
Quattro, postmodernismo dovrebbe significare una cosa semplice: ritenere che la Modernità, lo Sviluppo, la Crescita, l’Ottantanove e il Risorgimento e il Progresso e la Democrazia siano potenzialmente il punto più basso e catastrofico della breve storia umana, che rischiano per la prima volta nella storia miliardennaria del pianeta di annientare la biosfera.
Cinque. Se ho capito queste intuizioni sono state scippate, per dire che tutte le relazioni umani siano sempre e solo atti di violenza, perché l’intera storia umana è un’unica gigantesca MICROAGGRESSIONE.
Per riassumere il concetto , la religione, la scienza, la letteratura, la matematica, la fisica e l’astronomia, la medicina, la poesia sono un unico immenso insulto personale contro lesbiche nere americane ciccione transessuali e dislessiche.
Ma se da quando esiste la specie umana, ogni rapporto tra membri della nostra genìa è stato un insulto, e magari anche uno stupro e una prevaricazione…
La scienza dice che se dopo aver ripetuto, diciamo, mille volte un esperimento, e quell’esperimento ha dato sempre lo stesso identico risultato, bene, esiste un’alta probabilità che:
noi siamo una specie dedicata intrinsecamente, unicamente alla VIOLENZA.
E quindi, con tutto rispetto per Foucault, mi sembra che i neopostmdernisti dovrebbero avere un’unica parola d’ordine: viva le micro, le meso e le macroaggressioni!
Ma Trilussa aveva già capito tutto, ottant’anni fa:
LA FINE DER FILOSOFO
Appena entrò ne la foresta vergine
er Professore de filosofia,
tutte le scimmie scesero dall’arberi
co’ l’intenzione de cacciallo via.
Ma l’Omo disse: — No, nun è possibbile
che torni a fa’ er filosofo davero
in una società piena de trappole
dove l’Azzione buggera er Pensiero.
Oggi, quelo che conta so’ li muscoli:
co’ la raggione nun se fa un bajocco…
Mejo le scimmie! — e er povero filosofo
s’arampicò su un arbero de cocco.
Il Velopendulo di Foucault testo di fabio b