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Il Fratino nidifica con successo in quelle spiagge dove ancora l'uomo non è intervenuto pesantemente a modificare l'ecosistema, per questa ragione nel nostro paese è considerato specie a rischio poiché su 8300 km di coste, sono state censite soltanto 600 coppie.
Le cause le conosciamo più o meno tutti: urbanizzazione delle coste, concentrazioni di turismo, pulizia meccanica delle spiagge, cani lasciati liberi, etc.
Questo piccolo trampoliere è la spia dello stato di conservazione delle nostre spiagge, serve a ricordare che la spiaggia non è solo luogo di vacanza e tanto meno può esser prestata a corse di fuoristrada o concerti estivi.
Sulla costa laziale, dove da Tarquinia ad Anzio vi sono parecchie coppie nidificanti di Fratini e Corrieri, in Emilia Romagna ed in Molise sono nate associazioni e gruppi di ornitologi che hanno sviluppato progetti per la salvaguardia dei nidi in particolare segnalandoli con appositi cartelli e proteggendo i nidi più a rischio con apposite strutture. Naturalmente nessuna difesa è possibile contro le forti mareggiate.
E' del 18 aprile la notizia che in Molise, sono stati marcati con anelli colorati i primi cinque esemplari arrivati di Fratino.
Se, in questa regione, tra il 1979 e il 1990 si contavano appena 5-11 coppie nidificanti, oggi il numero è più che quadruplicato.
Un risultato straordinario, se si pensa che nel resto d'Italia i fratini sono in forte declino: oltre il 50% in meno negli ultimi dieci anni.
Tutto questo è stato possibile grazie all'opera iniziata negli anni 70 da naturalisti e ornitologi locali, poi ereditata dal Gruppo Molisano Studi Ornitologici in collaborazione con l'associazione Ambiente Basso Molise.
Charadrius Alexandrinus è il nome scientifico del Fratino o Corriere dal collare, appartiene all'ordine Caradriformi ed alla famiglia dei Caradridi; è uno tra i più piccoli limicoli nidificanti in Italia.
Da non confondere con il Fraticello poiché, pur avendo nomi simili non si assomigliano per niente, infatti il primo è simile ad un gabbiano e l'altro ad un corriere; uno è uno sternide e l'altro è un caradride. In comune hanno soltanto un po' di piume nere in testa.
A mio avviso c'è andato più vicino il giovane Pallas nel 1764 quando ha battezzato il Fraticello, mentre probabilmente il "grande" Linneo dopo aver battezzato così tanti uccelli, non sapendo più che nome trovare per quel corriere con il collare, lo ha chiamato Fratino.
Il Fratino si distingue dal corriere piccolo perché ha le zampe leggermente più lunghe e per la colorazione nerastra delle stesse e del becco, per la più stretta fascia scura attraversante l'occhio, e per la mancanza della banda nera completa sull'alto petto.
Ha in piumaggio mimetico con gli ambienti sabbiosiosi delle rive, stando particolarmente attenti lo si può scorgere mentre corre sulla spiaggia, con il ventre bianco che fa da contrasto al resto del piumaggio, grigio.
In inglese kentish plover, in francese gravelot à collier interrompu, in spagnolo chorlitejo patinegro, in tedesco seeregenpfeifer.
Muneghèta in Veneto, spilosin da testa rossa a Genova, cocalina nelle Marche.
Si rinviene lungo tutte le zone litoranee, più frequente ed abbondante sui litorali del Veneto, Emilia, Lazio, Toscana, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Il suo habitat si identifica spesso con quello del corriere, della pernice di mare e della rondine di mare.
Si nutre quasi esclusivamente di invertebrati (molluschi, insetti e loro larve) che vengono ricercati nell'acqua bassa, bordi delle pozze, rive, littorali e terreno umido.
Durante la parata nuziale il maschio si esibisce in voli sfarfallati, emissione di richiami e trilli sempre più forti, nello stesso tempo scava con il petto, aiutandosi con le ali e le zampe, numerose buche sul terreno idonee ad ospitare il nido; la femmina sceglie la buca più appropriata e la rinforza sui lati con gusci di conchiglie, lische di pesci, piccoli ramoscelli ed altri detriti. Nidificano solitari o in maniera semicoloniale.
Si riproducono da maggio a luglio, vengono depositate solitamente tre uova di color giallo-olivastro che vengono covate per circa tre settimane da entrambi i genitori, le femmine di giorno ed i maschi di notte.
In questo periodo la quantità di materiali di scarto presente nel nido per coprire le uova aumenta ma rimane sempre costante, infatti è stato sperimentato che il livello di materiale variato con interventi esterni, veniva prontamente ripristinato.
Il materiale garantisce isolamento termico, temperatura tra i 37 ed i 38 gradi, e maggior mimetismo anti-predazione.
Dopo 25 giorni i nidiacei sono atti al volo.