È troppo profondo la ferita per poter volare. Ho provato con la mente il cuore reclama. Ferma in quel bivio su una roccia aguzza. Taglio le dita taglio la lingua. L’eco di quel del ritornello presagio. Il vento non parla tutto tace tranne la cattiveria quella non muore mai. E fu la tua a uccidere la speranza. Tu maledetto uomo che hai seminato odio. Tu sen’anima tu piccolo uomo tu che mi hai rubato la maternità vile e viscerale essere. Giro la ruota per fuggire il buio. Non ho maschere sono io. Una donna una bambina una madre con il seno pieno di latte e una storia da raccontare. È troppo profondo la ferita per poter volare. Ho provato con la mente il cuore reclama. Ferma in quel bivio su una roccia aguzza. Taglio le dita taglio la lingua. È troppo grande questa commedia per poter essere chiusa nel perdono. Guerriera ferita remo su questa barca sbilenca cercando la stella che illumini l’orizzonte.
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