Perché Sanremo è Sanremo e Alidicarta no?

scritto da Francesco Giardina
Scritto 11 mesi fa • Pubblicato 11 mesi fa • Revisionato 11 mesi fa
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Autore del testo Francesco Giardina
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Spero che tutti gli pseudo-citati nel testo, pseudo-eccitati dall' originalità della stesura, non se la prendano seriamente.
- Nota dell'autore Francesco Giardina

Testo: Perché Sanremo è Sanremo e Alidicarta no?
di Francesco Giardina

Come promesso vi annuncio l’ elenco degli autori e delle poesie che sono iscritte al concorso della prima manifestazione poetica-canora di San-rimo. La serata, quasi epifanica, si aprirà con una grande ballata sotto le stelle. La messa in scena avrà un’ ambientazione goliardica e quasi grottesca, e ciò non solo per via della contemporanea presenza di tutti i Re plagi accorsi al lieto evento. Infatti, dal tetto dell' Ariosto Ari-Ari-stones , per l’ occasione tirato a lucido e dunque “Sbrilluccicoso” più che mai, si caleranno Milly e Giosuè Carducci che, assieme all' Annunziata -vergine per l’ occasione- e da dentro tre suggestive grotte, reciteranno gli immancabili “Inni sacri”. Il trio sarà accompagnato a sua volta dall’ orchestra sinfonottica che verrà diretta in differita, in quanto già morti, dai maestri non vedenti ma credenti,  Cantalamessa & Pregadio.

A seguire ci sarà la prima poesia in gara, cioè gli “Inni poti”,  recitata  da un certo Zio mancato, poeta anonimo italiano. Si tratta di un testo molto intenso,  che farà certamente discutere, e che si candida ad essere il degno  contraltare alla oratoria liturgica e seriosa propostaci dai solinghi e Solenghi “Inni sacri”.  A spezzare il filone religioso ci penseranno i fratelli Marcel e Sandro Giacobbe, che con la loro velocissima “ 100 versi piani”, ci condurranno a passo spedito verso l’ immancabile sport pubblicitario. Poi e in rapida succession,  la scaletta riprenderà come segue:

Il cedro in una stalla (Beati Gino Paoli)

Il cielo in una istanza  (Avocado&Avogadro)

Il cieco di Praga (Cechov)

Alla fine di quest’ ultima proposta poetica, e dopo un Breve stacchetto musicale,   il palinsesto prevede la presentazione delle  poesie appartenenti al genere osé- rosé-rose-rosse-per-te. Queste poesie sono state  dichiarate fuori concorso in quanto sono in lizza per l' assegnazione d'un premio molto speciale, creato ad hoc per loro e per il loro graffiante stile. Sto parlando dell' ambito premio della critica Mia-Martini-Rosso-Bertè-Beltè. A contendersi lo scettro pregiato  saranno le seguenti opere:

“Poesia a cazzum” di Poeta Dino, della corrente dei "Testicolari", antesignano dei Cugini di Campana.

“A mano a mano mi son venuti i calli fino ai Goldoni” , di Egidio Calloni detto lo sciagurato.

“Quando mi addormento non riesco a prendere mai sogno per questo conto le pecore e le metto a pecorina. Lo faccio per sognarti meglio”. Piccola curiosità: il testo e l’ autore sono vacanti,  c’ è solo il titolo! Boh…

Chiuso il ciclo “Vm d’ anima18”, ci sarà una breve andropausa e poi una pausa ancora più corta e, dopo l’ esibizione canora dei celeberrimi Menopausa, si alzerà solo il sipario e il concorso poetico riprenderà la sua marcia, proseguendo la sua inesorabile resa erotica. In vigoroso ordine religioso, andranno in scema-rima le seguenti poesie:

Santo California, con “ Non è santo che suda”

Gli Sfaticati, con “… E a noi lo Dici?”

Lucillo Battisti, “ Erezioni”

Italo Canavacciuolo, “L’ ultima cena alle nozze di Cana è  stata peggio della prima”

“Grazia Galante” di Grazia Di Michele, alias Michele Arcangelo

“ Una tuta blu e una rosa gold” di Michele Zaffirro Mamud

“ Una rosa pittbull” di Rosa Redbull

“ Vita- mina” di Amadeus Wolfang Minghius

Iviola Valentino ci reciterà la sua “Viola” accompagnata da archi-tetti, pilastri, astri e violini

VillaSangiovanni, “ San Valentino è il ponte invisibile dell' amor” estratta da un quadro e copiata " para para" in tela da Antonello Venditti da Messina

Lazzaro ci presenta “Alzati e respira”

Lazza “ Il padre dei tizi”

Lazio ci propone “Lozio”

Grazia Roma ci farà sentire ‘ Il derby in dolby surround”, poesia delle ultras avanguardia

Segue: “D’ioffà e poi li accoppa”, composta a più nani e, precisamente, nell’ ordine: da Avanti e Dietro, Avati e Pupi, Pupo, Diodato, Chiadato, Adato, Chiavuto, Avuto. Praticamente un consorzio di colpa.

E ancora:

“Carlo Conti” di Carmagnola

“Il Carmen” di Consoli

“Una lacrima sul visus” di   Bobby Solitudine

Gli Sbaglionati,  ci  declameranno  “ I Claudi Canti”, una rivisitazione in stile imperiale de “Gli Zoppi”, un antichissimo testo che risale al tempo del sacro impero romano  storpio

E per finire, chiuderanno la rassegna, “Che Feta c’ era”, de Il Maledetto Primavera, e i favoritissimi Avion Travelgum con “ Vuoti d’ aria”.

A questo punto della nottata, l’ aRai sarà Stato e come un camposanto passato a remota mietitura dopo che la semina della  morte e della lealtà avrà fatto schizzare  lo share,  i like e i commenti alle stelle, nessuno resterà contento. Difatti il vincitore non sarà mai proclamato, perché chi vincerà la poesia deve ancora nascere e chi fermerà la moseca non è Totò e manco i Puh. Ah, quasi me lo dimenticavo… Ci saranno pure loro, canteranno insieme a Winnie.

Ci sarà anche un colpo d’ anca conclusivo, un colpo di schiena, un corpo di scena, un corposo finale, un corpo maschile ripreso a fondo schienale che lascerà tutte le donne  ad anche aperte. ( non me ne vogliate, gentil sesso..!! ). Infatti succederà che la sontuosa e virtuosa panoramica dell’ Ariosto- Aristones verrà  completamente oscurata, e per ben dieci minuti scomparirà per davvero dal golfo di Sanremo e ciò per permettere al gruppo Anas di eseguire  “l’ Asfalto” a cui seguiranno “ I  lavori in corso” degli infaticabili Ananas, che poi concluderanno la meravigliosa serrata con la loro “ Il frutto raccolto dalla strada della misericordia” . Da qui è quasi tutto. A presto o a mai più. Da Sanrimo ho chiuso. Il vs inviato vi saluta e vi cede volentieri  la linea melodica, a me resta l’ ironia d’ averla scritta,  perché ricordate: Sanremo è Sanremo, Sanscemo non è scemo, ma se Sanrimo manco scherza, qui ad Alidicarta s’ è perso tutti, a cominciare dalla poesia financo e persino la risata …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché Sanremo è Sanremo e Alidicarta no? testo di Francesco Giardina
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