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Mmezze a ll’acque so’ štate pe’ tant’anne
de lu fiume che scorre a lu paese.
A vvolte m’avvulgeve nche la piene
e le sentive dentre tutte quante.
A vvolte me passave accarezzenne
e me faceve tanta tenerezze
ca spesse m’allesciave e m’attunnave
e me sentive j’ lehate sempre.
Mo l’acque z’è bbassate
e z’alluntane ancore pe’ lu mare
purtenneze de mé la mejja parte.
Cuperte da la polvere che facce?
Me coce nche lu sole la iurnate
e fredde me ne štenghe la nuttate.
Se na scrusciate d’acque ogne tante…!
Celenza sul Trigno, 16 maggio 2007
TRADUZIONE
Storia di una pietra
In mezzo all’acqua sono stata per tanti anni / del fiume che scorre sotto il paese. / A volte mi avvolgeva con la piena / e la sentivo dentro tutta quanta. /A volte passava accarezzandomi / e mi faceva tanta tenerezza / che spesso mi levigava e mi arrotondava / e mi sentivo io legata sempre. /Ora l’acqua si è abbassata / e s’allontana ancora verso il mare / portandosi di me la migliore parte. / Coperta dalla polvere che faccio? / Mi scotto con il sole la giornata / e fredda me ne sto la nottata. / Se uno scroscio d’acqua ogni tanto…!