Troppo lontano da casa PARTE2

scritto da JODY55
Scritto Ieri • Pubblicato 10 ore fa • Revisionato 10 ore fa
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Autore del testo JODY55

Testo: Troppo lontano da casa PARTE2
di JODY55

Tutto ebbe inizio quattro anni fa, quell’anno catastrofico per la mia vita.
Dopo essere rimasta orfana di entrambi i genitori nel 2013, mi sono gettata nel lavoro, psichiatra minorile, e nella ricerca di amicizie che potessero colmare i miei momenti di solitudine.
Pur di non rimanere sola sul mio divano a rimuginare sul passato e sul presente, ho partecipato ad eventi, feste, viaggi, uscite di gruppo e volontariato in ospedale.
E’ proprio lì che ho incontrato quella che poi sarebbe diventata la mia Amica, anzi quella che io reputo mia sorella.
Sorella perché nel mio immaginario una sorella è te stessa mentre ti guardi allo specchio; una sorella è il tuo io e super io; una sorella è il diavoletto e l’angioletto che ti parlano all’orecchio nei momenti in cui devi prendere piccole o grandi decisioni; con una sorella si fa shopping;  si fa un picnic sdraiate sul prato a raccontarsi, raccontarsi e raccontarsi; con una sorella non esistono invidie, gelosie, parole sbagliate, ma solo tanto amore e tanta sincerità; una sorella è colei con cui condividere i pensieri più nascosti, le risate più belle, i pianti più lunghi e gli abbracci più forti.
Ecco io e Giulia siamo tutto ciò, pur non essendo sorelle di sangue.
Ma Giulia dopo 5 anni in cui abbiamo condiviso praticamente tutto, ha deciso di cambiare vita per sempre e nel gennaio nel 2018 si è trasferita in Congo, come medico senza frontiere, lasciando in me un nuovo vuoto.
Ha pensato bene di comunicarmelo qualche mese prima, il giorno del mio compleanno (compleanno ovviamente rovinato) perché pensava che fossi così felice per lei da voler festeggiare due eventi insieme. Naturalmente ero davvero felice per lei, sapevo che questa decisione era stata maturata nel tempo e anche con una certa sofferenza, ma nonostante la mia testa accettasse questo nuovo cambiamento, il mio cuore esplodeva di tristezza, di paura del futuro senza di lei, del dover ricominciare a fidarmi della gente. Con lei era stato diverso, fu amore a prima vista, fiducia quasi immediata, empatia reciproca. Come avrei ricominciato tutto da capo? 
I mesi prima della sua partenza trascorsero velocemente e ci ritrovammo la Vigilia di Natale sedute intorno al mio tavolo da pranzo ricordando tutti i momenti divertenti trascorsi insieme, cercando di non far emergere la malinconia che in entrambe era oramai piombata. Ci giurammo amicizia eterna, promettemmo di sentirci ogni giorno perché nessuna delle due voleva uscire definitivamente dalla vita dell’altra. Tra una risata e un bicchiere di vino quella serata non fu niente male.
I giorni passavano e il primo gennaio del 2018 arrivò travolgendoci di emozioni. Naturalmente mi offrii di accompagnarla all’aeroporto ma Giulia, consapevole che per entrambe sarebbe stato un momento difficile, mi congedò dicendomi che suo fratello glielo aveva chiesto molto tempo prima. Capii e accettai.
Ci salutammo la sera prima del volo, con una certa simpatica euforia.
Il giorno dopo, appena sveglia, il mio primo pensiero fu a Giulia dall’altra parte del mondo ed io nuovamente sola.
I primi giorni mi rifiutai anche di andare al lavoro, niente palestra, niente aperitivi, niente uscite serali. Dovevo realizzare, metabolizzare ed accettare la realtà, prima lo avrei fatto e prima sarei tornata a vivere. 
Trascorsero tre giorni e mentre io ero ancora a casa affondata sul mio divano, oramai diventata postazione fissa per colazione, pranzo, cena e notte, squillò il telefono ma, convinta che fosse l’ennesimo invito di qualche amico/a (conoscente), non mi sforzai neanche di guardare il cellulare e lasciai cadere la chiamata.
Dopo qualche minuto, ricominciò a squillare e a quel punto, un po' incuriosita, presi il telefono e mi accorsi che era una videochiamata dall’estero. Ovviamente, certa che dall’altra parte ci sarebbe stata Giulia, aprii la chiamata e mi apparve lei: viso paonazzo, capelli raccolti ma notevolmente scompigliati, sorriso smagliante. 

<> la mia voce l’avranno sentita ovunque. 
<< amica mia che bello vederti, sono due giorni che cerco di chiamarti ma qui le linee hanno un po' di problemi, e non solo le linee telefoniche. Come stai? >>
<< Adesso che ti vedo benissimo, mi manchi tanto ma vederti serena e sorridente mi riempie di felicità>> 

Cercammo in pochi minuti di raccontarci il più possibile prima che la linea cadesse. Ma in realtà non riuscimmo, il tempo a disposizione era pochissimo, le cose da dirci erano troppe, nonostante fossero soltanto tre giorni di lontananza, e la linea cadde. 
Ero felice di averla vista, ero felice dei suoi occhi curiosi, sereni e felici, ma ero immensamente triste.
Fu proprio quella sua serenità che mi diede la spinta ad alzarmi da quel divano e rimettere in piedi la mia vita. Sapevo quello che Giulia voleva per lei e per me, sapevo quali fossero le sue ambizioni, sapevo che non avrebbe mai accettato il mio abbandonarmi alla tristezza. La sua amicizia mi aveva insegnato proprio questo: finché c’è il battito del cuore c’è vita. 

Troppo lontano da casa PARTE2 testo di JODY55
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