Accarezzo la sabbia fredda, la sollevo, la lascio scivolare fra le dita, mentre resto a guardarla. Che strana sensazione; è come veder lo scorrere della vita. Tanti piccoli granelli, che soli non sarebbero nulla, mentre uniti formano una grande distesa.
Il vento gela la pelle, ruba una ciocca che cade sul viso, mi solletica le guance; non la sposto. Sollevo lo sguardo, lo poso lontano, in quell’orizzonte, dove il sole sta annegando senza fretta e sembra guardarmi con pietà, come a chiedermi “che ci fai ancora qui non vedi che sta per arrivare la notte?”
Che importa, aspetterò, che le stelle accendano ancora il mio cielo, continuerò a lasciar scivolare questa rena dalle mani, ormai gelide, provando a contare i secondi che impiega a cadere, come in una clessidra; vedrò la mia vita che va e sfugge via, proprio come, inutile, sabbia fra le dita
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