Non è stato il peccato a tentarmi: il suo frutto marcito ho mangiato ogni sera, come un pane muffito di segale nera, di loglio e d'avena, che infine avvelena. La virtù mi ha tentato, la strada diritta, via facile, ombrosa, che pure non seppi seguire, il frutto più sano, sul ramo a portata di mano, la mela odorosa, che pure non volli carpire. Da dietro una lastra di vetro, perduto tra fole insensate, ho visto passare il mio bene, l'ho visto brillare, donarsi, sparire, così come il sole d'un giorno d'estate passato a dormire.
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