La cura di chi imprigiona.

scritto da martina108_
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 11 ore fa • Revisionato 11 ore fa
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Autore del testo martina108_

Testo: La cura di chi imprigiona.
di martina108_

La protagonista di questo racconto non sa ancora di avere un nome, né che quel nome, sindrome della crocerossina, descrive un intreccio antico, fatto di ferite e dedizione. Cresce imparando che l’amore si merita, che la presenza si guadagna, che il valore personale si misura nella capacità di “salvare” qualcuno.  
Così, quando incontra persone fragili, confuse, spezzate, sente un impulso irresistibile: prendersi cura. Non è solo altruismo, è un bisogno profondo, quasi un riflesso.  
Ogni relazione diventa un campo di battaglia silenzioso.  

L’altro soffre? Lei accorre.  
L’altro sbaglia? Lei giustifica.  
L’altro cade? Lei si inginocchia per raccoglierlo.  

E mentre lo fa, sente una strana forma di gratificazione, la percezione di essere necessaria, di essere “quella che salva”. È un ruolo che la fa sentire viva, ma che lentamente la consuma.  
A forza di dare, la protagonista si svuota. A forza di salvare, si perde.  
A forza di essere forte, dimentica di essere fragile.  

La sua vita diventa un altare su cui sacrifica tempo, energie, desideri. Eppure, nonostante tutto, non si sente mai abbastanza.  
Lei non sa che questa dinamica può trasformarsi in una trappola emotiva, un meccanismo di difesa che maschera ferite profonde e porta a rapporti squilibrati, dove dire “no” sembra impossibile .

Un giorno, però, qualcosa cambia.  
Forse una stanchezza che diventa insopportabile.  
Forse un silenzio che pesa più di mille parole.  
Forse lo sguardo allo specchio, dove non riconosce più la donna che vede.  

È lì che la storia si apre: non più come racconto di sacrificio, ma come risveglio.  
Capisce che aiutare non significa annullarsi.  
Che amare non significa salvare.  
Che la cura è un gesto che deve tornare anche verso di sé.

La protagonista impara a camminare senza portare il peso degli altri sulle spalle.  
Impara che la sua forza non è nel sacrificio, ma nella capacità di scegliere.  
Impara che può essere presente senza dissolversi.  
E soprattutto, impara che il suo valore non dipende da quanto riesce a guarire gli altri, ma da quanto riesce a vivere pienamente la propria vita.

La cura di chi imprigiona. testo di martina108_
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