Il linguaggio di un sintomo

scritto da _Manu_
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 3 ore fa • Revisionato 3 ore fa
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Ce preoccupamo tanto de sembrà lucidi… ma a volte le cose più vere ce scappano proprio quanno perdemo er controllo
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Testo: Il linguaggio di un sintomo
di _Manu_

Ci sono momenti in cui le emozioni esplodono all’improvviso. Arrivano senza bussare, senza chiedere permesso, e ci travolgono con una forza che spesso non sappiamo gestire. Rabbia, frustrazione, senso di soffocamento. Reazioni istintive che nel giro di pochi minuti possono trasformarsi in parole dette di getto, gesti impulsivi, sfoghi che sembrano quasi sproporzionati.

Poi, quasi sempre, arriva il momento della razionalità.

La mente interviene e riordina tutto. Ridimensiona, sistema, mette a posto le emozioni come si fa con gli oggetti sparsi su una scrivania.

“Non era niente di che.”

“Era solo un momento.”

“Ho esagerato.”

E così quel momento viene archiviato, come se fosse stato solo un incidente di percorso.

Eppure c’è qualcosa di profondamente prezioso proprio in quell’istante che cerchiamo di cancellare.

Le reazioni emotive immediate sono sintomi.

Non nel senso negativo della parola, ma nel senso più autentico: sono segnali. Sono messaggi che il nostro sistema emotivo ci invia quando qualcosa dentro di noi non è in equilibrio.

Sono crepe.

Piccole aperture attraverso cui, per un attimo, emerge la verità che normalmente cerchiamo di tenere sotto controllo.

Perché quando l’emozione prende il sopravvento, cadono molte delle difese che usiamo ogni giorno per apparire lucidi, composti, razionali. Per qualche secondo il nostro mondo interno parla senza filtri.

E proprio per questo quei momenti non dovrebbero essere ignorati.

Non sono errori da cancellare, né eccessi da giustificare. Sono tracce. Indizi di qualcosa che merita di essere osservato.

Forse dovremmo imparare a fare esattamente il contrario di quello che facciamo di solito: fermarci, ascoltare, annotare. Chiederci perché quella reazione è arrivata proprio in quel modo, cosa stava cercando di dirci, quale parte di noi stava chiedendo attenzione.

Perché dentro quei sintomi, anche quelli più scomodi, c’è spesso una forma di verità.

Una verità che non sempre siamo pronti ad accettare, ma che può insegnarci molto su chi siamo davvero.

Imparare ad ascoltare quei segnali non significa lasciarsi travolgere dalle emozioni. Significa, piuttosto, riconoscere che anche il nostro caos interiore ha un linguaggio.

E quando impariamo a comprenderlo, cominciamo a conoscerci davvero.

Il linguaggio di un sintomo testo di _Manu_
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