La Musa e il Poeta

scritto da aquilano
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo aquilano

Testo: La Musa e il Poeta
di aquilano

La Musa del Poeta si stiracchiò pigra e girò lo sguardo intorno.
Ai suoi piedi, un confuso coacervo di brandelli di fogli strappati con rabbia.
Su alcuni lembi di carta si scorgeva ancora qualche parola (o almeno, ciò che ne restava) …amore… tudine … follia…. emozione… orte…
Si era assopita, neanche ricordava da quanto.
E lui, il Poeta, sedeva alla scrivania, la testa reclinata sulle braccia incrociate a mo’ di cuscino.
Dormiva.
Immerso in un sonno-non sonno, emetteva suoni e gemiti indistinti: non era un sonno felice, il suo.
Di tanto in tanto sembrava parlottare, ma i suoni erano incomprensibili.
Di tanto in tanto digrignava i denti, arrotandoli, come se rimasticasse rancori e rimpianti.
Di tanto in tanto sospirava sospiri oscuri e dolenti.
Lei, la Musa, cercava di ricordare.
E le tornò in mente il tempo in cui, sdraiata accanto a lui, sussurrava messaggi pieni d’amore, evocava paesaggi lontani e ammaliatori, insinuava atroci sospetti, accordava un liuto o gli faceva notare piccoli e strani accadimenti.
E lui, il Poeta, ticchettava sui tasti, come invasato da un dio, in preda all’esaltante promessa di immortalità, dimentico del mondo reale, della pioggia, delle estati e di se stesso.
Poi era sopraggiunto “l’inverno dei sentimenti” (così diceva il Poeta).
Lei, chiusa in un indolente torpore, aveva cessato di confidare vibrazioni e brividi e sguardi e labbra di donna.
E lui era appassito, invecchiato di cent’anni, afono e grigio.
Con leggerezza e noncuranza, lei passò su quelle reliquie di anima e uscì per andare a cercare altre orecchie, altro cuore, altre passioni…come fanno talvolta le muse dei Poeti.
La Musa e il Poeta testo di aquilano
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