Affannato Dio ti schianti contro questo pomeriggio che si slarga in prematura sera, fisso come chiodo a sostenere un cielo che disconosco
In muto lamento avvolta ,
osservo le mie mani tendersi verso i confini del dolore e scorgo nel loro pallore esangue , cieli di neve cosí certi, cosí vicini, cosí lontani dalla tua misericordia
Il mio pianto pietra di fiume in secca
E il tuo divenire inchiodato a un sole di cartone
Muti entrambi sotto cieli diversi