Testo: Hanami (La fioritura dei ciliegi) di Lucky Belltower
Fiorivi come un giardino di ciliegi quando soli c’incontravamo verso l’alba di ogni notte. Esplosiva divenivi fra le braccia. Ti smarrivi fra quelle nuvole di rosa prorompente che s’accendevano e con esse, di noi perduti in noi ci accendevamo alla luce delicata della Luna. Eran, quei fiori e quel colore trionfante nel tempo del loro maggior tripudio. Ci davamo appuntamento per fare all’Amore di nascosto fra compiacenti vestali della Storia che pazienti e mute restavano a guardare. Erano con noi, solamente il profumo forte delle sempreverdi; l’odore acre dell’erba anch’essa umida e, a guisa di sirena, il canto commovente di una cicala.
Turbinavano incontenibili, le bocche infiammate dai nostri baci bollenti. Vorticose le lingue s’agitavano: bruciavano fra le labbra ardenti come quelle di un focolare appena acceso. Fameliche mani postulanti cercavano la pelle. E dopo quei nostri viaggi fantastici fra i fiordi agognati e le tue insenature carnali; danzanti come aurore boreali nel cielo incantato della nostra passione ora è solo il mare d’inverno, smarrito. Perso nelle sue visioni affascinanti di te nuda e con gli occhi miei perduti nei tuoi.
Le onde non parlano più al modo che i nostri corpi parlavano.
Desolato è ora l’Amore di quegli incontri rubati. Nascosti, attesi e per questa ragione più intensi. Non c’è più la luce delicata di quella pallida Luna; e plumbeo rimane nel tramonto senape al modo medesimo di una strada misantropa nel giorno calante,
sotto la sferza della pioggia che scroscia.
Hanami (La fioritura dei ciliegi) testo di Lucky Belltower
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