Contenuti per adulti
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Due sì.
Uno solo non basta.
Il primo sì apre.
Il secondo chiude.
“Sì, sì” è una risposta completa.
Non richiede altro.
Non invita a proseguire.
“Domani mi mandi tutto?”
“Sì, sì.”
Fine.
Non c’è spazio per:
“a che ora?”
“in che formato?”
“sei sicuro?”
Perché con due sì
sembra tutto già risolto.
Il problema è che “sì, sì”
non conferma niente.
Riduce solo la conversazione.
È una scorciatoia.
Se dici solo “sì”,
può nascere un dubbio.
“Sì, sì” invece è definitivo.
Talmente definitivo
che non lo puoi più toccare.
Una volta ho provato a chiedere:
“Ma quando hai detto sì, sì…
era un sì normale o un sì, sì?”
Mi hanno guardato male.
Perché nessuno distingue.
Però tutti capiscono.
Il primo sì è per te.
Il secondo è per farla finita.
E si sente.
“Sì, sì” al telefono
è diverso da “sì, sì” dal vivo.
Dal vivo c’è lo sguardo.
Al telefono resta solo la doppia conferma.
Che però non conferma.
È come firmare un documento
senza leggerlo.
Anzi, due firme.
La cosa interessante è che
non puoi neanche contestarlo.
“Ma avevi detto sì, sì.”
“Certo.”
E ha ragione.
Ha detto sì, sì.
Non ha detto quando, come, perché.
Ha solo detto che…
sì.
Da un po’ di tempo ho iniziato a usarlo anch’io.
Con attenzione.
“Sì” quando voglio parlare ancora.
“Sì, sì” quando ho finito.
Funziona benissimo.
L’altro capisce subito.
O almeno…
smette di chiedere.
Capito?