Una bottega

scritto da Raskolnikov
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Testo: Una bottega
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Una bottega

Ieri sono passato davanti alla bottega di zio Peppe, sotto i portici, chiusa da qualche anno. Era molto conosciuto in città, vendeva alimentari. Quando è morto i giornali locali ne hanno parlato per qualche tempo. Ancora si legge l'insegna: da zio Peppe. E' da un po' che il locale si vende o si affitta ma nessuno ancora si è fatto avanti, forse per paura che all'interno aleggi il fantasma di zio Peppe.

Ricordo quando giunse in città il primo contagiato in ambulanza corazzata: fu un evento. Chissà cosa sarebbe successo, chi sarebbe morto e chi invece ce l'avrebbe fatta. In quel tempo pregavo molto e la preghiera mi ha aiutato. Il terrore mi prendeva per le gambe per poi salire fino ai capelli, misuravo spesso la temperatura corporea, la morte andava in giro e prendeva chiunque le capitasse sotto tiro, era una guerra senza spari, senza bombe.

Spesso andavo in giro col coprifuoco, nella città deserta e pregavo, la mascherina non bastava. Un giorno che le mascherine erano finite ovunque, implorai la farmacista che mi vendette l'ultima ad un prezzo folle, era nera. Zio Peppe fu una delle tante, troppe vittime. Ieri son passato davanti alla sua bottega chiusa da anni in una città che in fondo è sopravvissuta ma continua a frignare, sta lì a lamentarsi come una vecchia zitella che la furia della tempesta ha risparmiato. 

Una bottega testo di Raskolnikov
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