E’ caldo, afoso. Troppo. Le cicale friniscono esauste sui pini, confondendosi sulla loro corteccia e dando loro una voce gracchiante. Si alza una bava di vento, e respiro. Il vento cresce, e rinfresca l’aria rendendola quasi piacevole. L’odore di asciutto viene scalzato e sostituito dal verde odore della campagna in fiore, odore di grano, di fiori e di mucche. Il vento cresce e mi accorgo che il sole non picchia più forte, appare velato, ed una sensazione di fresco mi accarezza la pelle. Si sta rannuvolando. Fa veloce a cambiare il tempo, al mare. Le cicale smettono il loro canto, un silenzio irreale cala tutto intorno. Osservo una grossa ragnatela, non vedo più il ragno che era in agguato… sento un rimbombo di tuono lontano, più un brontolio che altro, lontano dall’essere minaccioso. Il vento cessa, così, di colpo. Il caldo, seppur senza sole, comincia a risalire dal terreno avvolgendoti ora le gambe, ora il viso. Non ho il tempo di cominciare a sudare che sento una lacrima grossa e fredda colarmi sulla schiena. Mi fermo. Comincio a sentire il crepitio della pioggia sugli aghi secchi, vedo formarsi delle nuvolette di polvere e polline quando le prime grosse gocce d’acqua cadono sulla sabbia. E poi l’odore. Quell’odore. Odore tipico e indescrivibile, urlo muto di gioia di un terreno assetato, odore di ginepro e pino, di terra bagnata, odore di me. Io sono nudo, e sento l’acqua battermi addosso, fa quasi male, fa quasi bene. Un lampo cade vicinissimo ed un boato mi sconquassa la testa e le viscere, sento il cuore che vuole uscire dal petto. Sono euforico, rido, mi accovaccio ai piedi di un grosso pino e aspetto che si plachi, in un tripudio di lampi, tuoni ed acque, un concerto di energia naturale dedicato solo a me. Non so per quanto sto fermo. Quando apro gli occhi, l’acqua continua a gocciolare dai rami, il ragno è tornato a ricamare la sua tela imperlata di cristallo, ma non piove più, tremo dal freddo ma non ho voglia di coprirmi. Il sole fa il suo ritorno fra le nuvole ormai scariche. Mi sdraio al suo cospetto e lascio che asciughi la mia pelle ed il mio cuore.
Temporale in pineta testo di redheadlove