Il teatrino delle ombre...a Kowloon

scritto da shaker
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di shaker
sh
Autore del testo shaker
Immagine di shaker
sh
Il mar cinese
- Nota dell'autore shaker

Testo: Il teatrino delle ombre...a Kowloon
di shaker

Una sera nel teatrino delle ombre a Kowloon, sulla punta della penisola e quasi a strapiombo sul mare, restò un unico spettatore. Tutti erano andati via, vecchi, donne, bambini, appassionati ma al di là della tenda trasparente che fungeva da schermo l’attrice, o meglio la smanettatrice, continuava a proiettare le sue figure con abilità. Cani, gatti, nani, fate, personaggi maschili e femminili apparivano e sparivano con una tale velocità che lo schermo sembrava affollato di personaggi che ballavano e si muovevano cotemporaneamente. Solo la voce cantelinante in mandarino puro, nonostante il gioco tra falsetto e gravità, si percepiva che era sempre la stessa. Quell’unico spettatore, dopo un po’, cominciò a sentirsi imbarazzato pensando che, per colpa sua, la poverina dall’altra parte del telo continuava ad agitarsi solo in omaggio a lui ed al suo biglietto, pagato ben dieci dollari di honkong e così, dopo quella mezz’oretta di teatro solitario, decise di andar via. Ma proprio quando si stava alzando, la persona dall’altra parte – che evidentemente aveva uno spiraglio da cui oservava il pubblico – chiocciò un “ perché va via? ….si annoia? Non le piace lo spettacolo? “. Lo spettatore, per un attimo, restò senza parole ma poi rispose al telo “…veramente pensavo che per una sola persona…lei…fosse costretta …e che invece vorrebbe chiudere il teatrino vista l’ora…”. Ma una risatina sottile lo raggiunse e la voce, sempre in mandarino puro, rispose: ” ma daiiii…. io mi diverto anche da sola a creare ombre e pupi! Si figuri se ho uno spettatore….Resti, la prego…mi fa un grandissimo onore perché si vede che lei è un appassionato…”. E così lo spettatore si risedè e continò a guardare il telo dove con incredibile velocità di ombre e di figure, una diversa dall’altra, continuava il teatrino . A un certo punto però lo spettatore scatto in piedi e, con passo deciso, si diresse verso l’uscita. “Ma cosa fa??? Va via???? proprio ora che stavo dando il meglio di me stessa?” gli gridò appreso la voce. Il tipo si voltò verso lo schermo e, dopo un attimo di soprappensiero, ritenne di doversi giustificare: “Vede, io amo il teatro…ma mi sono accorto che, qui, in questo teatrino, è stupido seguire le tante figurette che lei fa comparire sullo schermo quando in realtà sono frutto sempre delle stesse mani …E anche se pure io mi diverto, a volte, a farlo con i miei nipotini…non sarebbe meglio che un’artista come lei scoprisse quel telo e recitasse di persona le filastrocche? Ne avrei, tutti ne avrebbero,un segnale di unicità…e potrei accorgermi se è davvero brava …come artista. E se è davvero bella, di persona…Così invece, tra cento ombre e cento personaggi proiettati sul telo… non riesco a capire quale sia il migliore…quello che più s’avvicina al vero. E poi, cara signora, qualsiasi gioco, anche il più bello, viene a stancare. Solo l’opera dell’artista che ha il coraggio di giocarsi il suo talento, grande o piccolo che sia, purchè vero, non stanca …. Arrivederla e comunque grazie!”
Il teatrino delle ombre...a Kowloon testo di shaker
0