Favolacce di serie b

scritto da FilippoDiLella
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo FilippoDiLella

Testo: Favolacce di serie b
di FilippoDiLella

- La più bella sono io! -, disse la palta al culo della vacca, e quello di risposta: - Per forza! - e se ne andò.
La favola mostra come tutto sia fantastico in mancanza d'altro o per coloro che non hanno discernimento.

Il cavallo veniva abbattuto per una zampa rotta, l'asino correva in discesa.
La favola mostra come nelle giuste condizioni persino un asino possa essere molto più veloce di un cavallo.

Al funerale il morto si alza un attimo dalla bara e dice: - Oggi sarebbe un bel giorno per vivere! -.
La favola ci invita a riflettere sul valore delle cose finché siamo in tempo.

Il dolce preferito dai redattori resta sempre la cassata.

Due giovani piangevano per la stessa ferita alla mano destra.
Più tardi uno rideva per il circo e l'altro rideva per il troppo vino.
La favola dimostra che si piange e si sanguina sempre allo stesso modo, l'unica differenza sta nei motivi per cui si ride.

C'è una differenza inoppugnabile tra gli animali:
non si può giudicare un maiale dalla sua capacità di unire una nazione, armarla e mandarla alla conquista della Polonia, quello è già stato fatto.
Il maiale si giudica dal prosciutto, il leone si giudica dalla criniera.

Un Alpaca usava vendicarsi della tosatura stallando per tutto il giardino del pastore; anno dopo anno l'Alpaca veniva tosato nuovamente ritrovandosi poi a stallare in un giardino sempre più colorato.
La favola mostra come chi cerca di mettere a nudo le cose sia destinato a ricevere sempre offese ma con la giusta attesa può anche trarne beneficio.
La favola è anche adatta a coloro che con la pazienza riescono a coprire le offese subite nonostante un lavoro onesto.

La differenza tra ciò che è essenziale e ciò che è superfluo si ottiene scorporando la quinta parte dal totale.

Un leone affamato a capo di una vasta foresta disse: - Siano benvenuti tutti gli animali che vogliono vivere qui in pace. -
Lo udì la volpe che passava di lì e gli rispose: - Sono lieta di accettare il tuo invito ma sappi che io detesto i topi. -
Il leone, adirato, replicò: - Sparisci dalla mia vista in modo che io non abbia a sbranarti a causa della tua lingua! -
La volpe scappò ed ebbe salva la vita.
La favola mostra come i potenti parlino spesso per il loro interesse e si ritrovino perciò ad odiare chi parla onestamente.

Una nuvoletta si accostò ad una vasta tempesta e quella, adirata del paragone, la cacciò via dicendo:
- Non sta bene che i piccoli si accostino ai grandi e nessuno è più grande di me nel vasto cielo che tutto copre! -
L'udì Zeus padre che accosta le nubi e sdegnato in cuore fece soffiare un gran vento fino a disperdere tutte le nuvole del cielo.
La favola mostra come i grandi dovrebbero preoccuparsi di incoraggiare la grandezza altrui e non dei possibili paragoni per evitare la sciagura collettiva.

Chi non sa scherzare non è capace di vivere.

Zeus volle mettere alla prova due uomini, donò ad ognuno una patata e disse loro che non avrebbero avuto altro cibo per una settimana.
Il primo uomo mangiò la sua patata il terzo giorno, il secondo, per timore che l'altro potesse rubare la sua patata, la nascose in un luogo inaccessibile.
Alla fine della settimana Zeus premiò con abbondanti messi il primo uomo e punì il secondo trasformandolo in uno stercorario.
Similmente, sappia resistere l'uomo con i pochi doni che gli dèi gli concedono e trascini per sempre sterco colui che li nasconde.

La volpe passeggiava nei pressi di un campo ben arato da buoi lunghe corna, infaticabili e si domandava cosa fosse mai la causa di tanto olezzo.
- Sono io -, disse il cumulo di letame in mezzo al campo, - Qui tutto cresce a causa mia. -
La volpe sentendolo rispose : - L'ho capito, sei inconfondibile ma di certo ciò che cresce qui non è cibo adatto a me! -
La favola mostra come spesso ciò che ci si presenta non muta la sua sostanza anche se nascosto da risultati o dal lavoro degli altri e ci invita a scegliere la compagnia che più si adatta a noi.
La favola mostra anche come il saggio sappia evitare la compagnia di coloro i quali, pur di ottenere un risultato, sono disposti a coprire di letame ciò che li circonda.
Favolacce di serie b testo di FilippoDiLella
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