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Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Dicono che prima fosse diverso.
Che i rapporti durassero di più.
Che ci fosse più rispetto.
Più vergogna nel ferire qualcuno.
Più paura di perdere chi si amava.
E forse non è del tutto vero.
Forse il dolore esisteva anche allora,
la cattiveria pure,
i tradimenti pure.
Solo che non c’erano vetrine per mostrarli,
non c’erano social a trasformare tutto in spettacolo,
non c’era questa continua esposizione dell’anima.
E allora mi domando:
se sono nata proprio adesso,
in questo mondo pieno di persone che si guardano
ma non si vedono davvero,
un motivo ci sarà.
Ma quale?
Per imparare cosa?
A fingere indifferenza per sopravvivere?
A fare male prima di riceverlo?
Perché sembra quasi che oggi vinca chi sente meno,
chi sparisce senza spiegazioni,
chi riesce a trattare un cuore come qualcosa di sostituibile.
E la cosa che più mi distrugge
è pensare che siamo esseri umani.
Abbiamo una mente capace di creare arte,
musica, poesia, rivoluzioni,
capace di mandare uomini nello spazio,
di curare malattie,
di immaginare l'universo.
Eppure usiamo quella stessa mente
per manipolare, mentire, umiliare, tradire,
per spegnere lentamente qualcuno
che magari ci stava solo amando davvero.
Gli animali feriscono per istinto.
Per fame.
Per difesa.
Noi invece scegliamo.
Scegliamo la cattiveria anche quando potremmo evitarla.
Scegliamo l’egoismo,
la superficialità,
la comodità di non sentire.
E allora a volte penso
che forse il problema non sia il mondo moderno,
ma il fatto che l’essere umano
abbia smesso di avere coraggio.
Coraggio di amare davvero.
Di restare.
Di chiedere scusa.
Di dire “ho paura”.
Di essere sinceri.
Perché oggi tutti vogliono sembrare forti,
ma nessuno vuole più essere vero.
E io in mezzo a tutto questo
mi sento quasi sbagliata
solo perché sento troppo.
Perché mi faccio domande.
Perché ancora credo che l’amore
dovrebbe assomigliare a una casa
e non a una guerra continua.
Forse essere sensibili in questo tempo
è la forma più silenziosa di resistenza.