A temporale attesa

scritto da Matilde_Viarh
Scritto Ieri • Pubblicato 21 ore fa • Revisionato 21 ore fa
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Autore del testo Matilde_Viarh

Testo: A temporale attesa
di Matilde_Viarh

C’è qualcosa di strano nel rincontrare qualcuno dopo tanto tempo. Che sia un volto, un sorriso, un parente, un amico o un estraneo. Tu li vedi diversi, invecchiati, cambiati mentre non sono altro che il riflesso di quello che succede a te: al tuo tempo che passo, ai tuoi cambiamenti, alle tue ferite. Magari è un modo della vita per ricordarti che anche quando pensi di essere fermo, il tempo va, va, va avanti. In questi mesi di caos e di vuoto, ho avuto come l’impressione che il mondo fosse andato via lasciandomi una fermata indietro. E che io, anziché rincorrerlo, anziché cercarne un altro, fossi rimasta ferma al binario, senza alcuna direzione, finalmente scesa. Finalmente ferma. Come quando sei ferma alla finestra e vedi gli alberi che si muovono con il vento e ti chiedi come non si spezzino, come tornino sempre al loro posto; se il vento per loro sia un momento come per me, o un bisogno, un’emozione. O sia proprio come la vita tua che ti passa addosso, ti sconquassa eppure rimani integro, ossa a posto e cuore pulsante.

Quando sono scesa alla stazione, io ho detto a me stessa che niente mi avrebbe spezzata, che quello stare ferma senza attendere era necessario alla sopravvivenza. Che non avrei più aspettato il treno, il vento, la vita perché non volevo più sentire niente. Perché quando muore un genitore e l’altro devi guardarlo spegnersi senza ricordarti, allora è meglio rimanere ferma ad una stazione e lasciare che il corpo assolva alla sua funzione: sopravvivere al silenzio e ai vuoti di memoria e lasciare la vita agli alberi, al vento e ai passeggeri in corsa.

A temporale attesa testo di Matilde_Viarh
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