Sfumature del destino

scritto da Eremita delle Fronde
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo Eremita delle Fronde

Testo: Sfumature del destino
di Eremita delle Fronde

Questa sera ci siamo incontrati…dopo tanto tempo ci siamo rivisti, se tre giorni possono considerarsi “tanto tempo”…
Avrei voluto dirti miliardi di cose, ma l’unico pensiero che rimaneva stabile nella mia mente era un pensiero del futuro.
Io non posso fare a meno di guardare i tuoi occhi e vedere il giorno del nostro matrimonio, la nostra casa, i nostri figli, la nostra vita assieme.
Ma tu questo non lo sai e non te lo dirò mai, perché fino a quando tu non vedrai nei miei occhi quelle stesse cose la mia rimarrà solo una fantasia troppo irreale che non posso condividere con il tuo cuore
Unico rammarico: le nostre strade si sono divise…era inevitabile.
Nel grande cammino della vita le strade di tutte le persone si intersecano in miriadi di nodi e per uno strano scherzo del destino, di dio o (perché no?) di noi stessi, tanti incontri e tante esperienze non le viviamo appieno e le lasciamo sfumare come pastelli nel dipinto del passato. Incontri una persona che credi importante e la perdi, ti si presenta un’occasione eccezionale e non la sfrutti. Siamo sempre così, la paura ci rovina e ci fa stare nel baratro dell’incertezza. Noi non dovremo chiederci mai nulla e lasciare che l’istinto lavori per noi, esso conosce tutte le vie.
Quante donne che ho incrociato in treno o per strada erano potenziali “donne della mia vita” ed ora sono rimasti volti sfuocati nella memoria? Quanti aerei avrei dovuto prendere per avere “l’occasione della mia vita”? Quante cose avrei dovuto portare a termine e che mi avrebbero dato qualcosa? Perché siamo fili d’erba nel vento della storia? Perché abbiamo sempre paura? Chi ha inventato le patatine fritte? E perché ora io sono qui a pormi le grandi domande della vita?
Forse tutto ciò che ci accade è già stato scritto ed è inutile porsi le domande.
Forse non esiste nessun futuro e siamo solo noi a scriverlo
Ed è strano come le prove di queste due affermazioni si intersecano in una spirale di mistero che non riusciamo a scoprire dietro il lenzuolo bianco della vita.
Ora penso….E se, a determinare le nostre vite, non esistesse solo il destino, non esistessimo solo noi, ma che il grande libro della nostra personalissima vita lo scrivessimo a quattro mani con il Signor Fato.

Stasera ho incontrato il destino. Sul serio non sono pazzo. Per la prima volta l’ho visto in faccia.
La pelle come l’ebano, lentiggini come stelle e due occhi che brillano come la luna piena. Le sue parole si destreggiano come lo scrosciare delle onde sulla battigia e in testa indossa uno strano cappello a forma di zanna di elefante.
Stavo calpestando delicatamente le piastrelle della strada che costeggia il mare quando una figura in lontananza incominciò a corrermi incontro. Prima era solo un’ombra nera alla luce dei lampioni ma più si avvicinava più vedevo sbocciare i colori sgargianti della sua giacca a strisce. Ogni striscia un colore diverso e i suoi pantaloni larghi come quelli di un pagliaccio erano bianchi con pallini rossi. Mi si avvicina e senza presentarsi né chiedermi il nome mi urla in faccia a squarciagola, come fossi distante tre chilometri.
“SCEGLI UNA CARTA”
E con un abile tocco della mano apre un ventaglio di carte da gioco con sul dorso un giullare rosso e verde con in mano una banana e in testa una coccinella. Le carte erano otto e senza farmelo ripetere ne scelsi una, mi lasciai guidare dall’istinto.
Guardai la carta…era un fante di fiori…una carta comunissima. Lui mi guarda ridendo come un folle spaventandomi un poco.
“Hai scelto il fante di fiori. AH AH AH AH AH AH AH!!!!!!!”
“Che ridi?”
“Tu credi alla fortuna?”
“No!”
“Credi che esistano due fiocchi di neve identici?”
“Boh!”
“E alle bollicine della coca-cola ci credi?”
“Ma che dici?”
“E al destino?”
“Possibile”
“Bene, allora, piacere di averti conosciuto anche io!”
Detto questo se ne andò e si allontanò correndo…Mai più visto…ma sta di fatto che quella non era un’allucinazione e la carta che ho preso dal suo mazzo ce l’ho ancora in casa, attaccata davanti al mio letto, ed ogni mattina, quando mi alzo sembra seguirmi in tutti i miei movimenti con il suo solo occhio.
Non ho mai capito cosa fosse servito scegliere quella carta ma ho la stranissima sensazione che quella notte io avessi scelto una strada. Una sensazione molto forte.
Noi viviamo di sensazioni. Tutto il nostro mondo viene creato in base alle nostre sensazioni. Il cibo o la bevanda preferita, un film brutto ed uno bello, la ragazza ideale e quella da scartare, un amico con cui parlare e l’altro con cui bere una birra.
Tutto fatto di impressioni, di percezioni, non c’è niente di banale o materiale, se non l’oggetto delle nostre sensazioni.
Noi viviamo di emozioni, di cose non concrete.
Mangi un torta? Bene! Non puoi sottrarti dal pensare quanto è buona e dolce e si sciolga in bocca. Non credo sia solo una questione di atomi e molecole. Sento che c’è qualcosa oltre.
Ma quella è solo una torta
Ma quella è solo un carta

E mentre penso questo l’occhio del fante mi osserva e tu sei fra le braccia di un altro. Io ho scelto la mia vita. Tu la tua. Non c’è niente di sbagliato in questo. È andata così. La pagina del libro si gira per l’ennesima volta…cade una goccia di pittura. Una lacrima. Non pensare più, non ragionare più. Lascia che il cuore navighi sull’oceano tranquillo delle emozioni. Un oceano infuocato dal tramonto, rosso come un pomodoro. Sulle onde due barche a vela con noi due sopra. Io su quella verde tu su quella bianca. Piano piano ci allontaniamo. E ci dividiamo sull’orizzonte. Il pennello della vita scorre sulla tela disegnando una cartolina. Io e te stiamo lì, spettatori impassibili, sbuffi di colore nell’orizzonte. Sfumature del destino.
Sfumature del destino testo di Eremita delle Fronde
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