Tegole per riparo, travi in legno per sostegno, lucernaii per occhi, dono ad un candido cielo questo mio segreto. Un bianco faro a recitar parole di speranzosa rivelazione spirituale. Da così lontano ti parlo. Mio ritratto, espongo, ad arte per quotidiani giorni. Un immagine antica di retorica posteriorità, esibisco. Divento esposizione di me stesso in questa quotidianità. Viziato, cullato dagli stratagemmi della vita, dalle sue perdute bontà, ergo me stesso come vittima sacrificale. Ed è in questo coraggio che attendo fiero l’arrivo di una partenza, di un cambiamento. Corsie prefereniziali ho scelto in viaggio. Corrono sicure, le automobili nel seguire il corso, il flusso stradale, la massa. Mi limito ad osservarle nella mia immobilità. Oggi, Attendo il mio divenire.
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