La notte ti sogno. Non sei mai bella, non sei mai in salute, non sei mai tu. Io invece voglio ricordarti bella... bella com’è bello scoprire che davanti casa tua c’è il cielo fresco, bella com’è bello respirarsi attorno e capire che i rami degli alberi sono violini. Bella com’è bello pensare che tra un momento e l’altro, tra un istante di malinconia e uno di sgomento, ci sarà un tempo in cui i pianti si trasformeranno in vecchie poesie dimenticate dalla letteratura, un tempo in cui gli ombrelli conserveranno sulla stoffa tracce di piogge lontane. E in quel tempo, proprio in quel tempo, io mi troverò seduto con il cuore in pace, con le mani ferme e calde, con le gambe rilassate, a guardare oltre la mia bocca e accorgermi quanto quello che oggi mi sta dilaniando domani mi perderà. Perché sarò nuovo camminando su un pavimento uguale, perché avrò lettere nuove per costruire significati che sapranno di sconosciuto e cannella, perché in fondo le mie spalle guarderanno cresciute verso i miei dolori.
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