Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Ogni mattina incontro quel ragazzo
Sceglie sempre la panchina più sola e osserva l’acqua della grande fontana zampillare
La sua espressione è fra le più dolorose che esistano
Il suo sguardo è perso in un vuoto nero, alla ricerca di qualcosa di luminoso
A guardarlo sembra quasi che la felicità lo abbia abbandonato
Osserva le piccole creature di Dio passargli accanto o volare in cielo e un sereno sorriso gli compare sul volto
Segue il loro librarsi nelle nuvole e fra gli alberi freschi e tira un gran sospiro, chiudendo gli occhi
Come se desiderasse seguirli, sentirsi libero e leggero
La sua ferita sanguina senza che gli si sporchino i vestiti
Quando si siede lascia sempre uno spazio accanto a lui, come se aspettasse qualcuno che pare non arrivare più
Osserva il tempo scorrere via e rimpiangerlo, perché non può riavvolgerlo, e ritornare a quando stava bene
A quando le ferite c’erano già, ma erano meno purulente
Quel ragazzo sono io
Mi osservo come se fossi un estraneo
Oh, quanto mi manchi me stesso
Mi manca quando sapevi ancora ridere davvero
Quando ti importava che le giornate iniziassero
Quando pensavi senza dover piangere
Quando il cuore era spaccato, ma non frantumato
Non riconosco più quel ragazzo
Riguardo vecchie foto e mi sembra un estraneo
Forse dovrei provare a conoscere quel ragazzo nella foto, che rideva con gli occhi e con l’anima
Magari è lui che aspetto su quella panchina
So che tornerà
E quando si siederà, non saremo più estranei ma solo persone
Aspetterò
Non posso riavvolgere il tempo, ma posso lasciarlo scorrere
Sono certo che quel ragazzo mi raggiungerà