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Mi ritorni in mente nei sogni e nei
pensieri miei, Giorgia, amore del
solstizio d’inverno(1); mite mi sai,
tue carezze blandizie della brezza
levantina(2) parmi, tuoi baci onde
fresche su sabbia ardente. Sulla strada
ferrata del lago d’Agilla(3), serbo
la rimembranza dell’occaso(4) Sol,
chiave di luce disvelante lo
scrigno dei tuoi occhi di cerulo cielo(5),
dei tuoi capei di castagnino(6) pelo(7),
che, a sud del tosco confin(8) e a ponente
del fiume Paglia(9), là oltre la fortezza
castellese(10), presto rimirerò!
NOTE:
(1): l’autore e la ragazza amata si sono baciati per la prima volta il 21/12, giorno del solstizio d’inverno;
(2): orientale;
(3): del lago Trasimeno;
(4): tramontante;
(5): occhi di colore azzurro come il cielo;
(6): di colore castano;
(7): i raggi solari al tramonto si trasformano in una chiave luminosa che apre lo “scrigno”, essi sono cioè una “chiave” che rivela gli occhi cerulei e i capelli castani della ragazza amata;
(8): confine toscano, in particolare il confine tra Toscana e Umbria
(9): riferimento al romanzo "A sud del confine, a ovest del sole", di H. Murakami
(10): il castello del comune di Castel Viscardo (TR), e quindi, per metonimia, il paese stesso.