11/06/2026

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Scritto 22 ore fa • Pubblicato 12 ore fa • Revisionato 12 ore fa
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Autore del testo

Immagine di L
Autore del testo L
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Un viaggio introspettivo tra colpa, delusione e vulnerabilità, in cui la poesia di indaga il male umano. Un grido di dignitosa imperfezione che rifiuta le regole del gioco sociale per trovare riscatto nel silenzio e nella musica del proprio dolore.
- Nota dell'autore L

Testo: 11/06/2026
di L

Ancora mi ricordo quei momenti 
In cui tutti i tuoi intenti diventavano dolenti 
Il passaggio:
Da aspettativa a delusione 
Da spinta a regressione 
Da "amici", a paura di quelle persone 
Molti si aspettano che arrivi tardi
Alla fine i bambini giocano 
Le mamme lavorano 
I papà tornano stanchi
E se in tutto ciò qualche piccola perla
Venisse sporcata:
da traslucida
A opaca e a tratti riflettente
Di tutto quel male che passa tra la gente
Eppure io non capisco 
Perché uccideresti mai un ragno, un insetto, un usignolo?

L'ho fatto anch'io, a tratti non me lo perdono 
Ho giudicato, ho sbagliato, ho domandato 
Sin da piccolo mi tartassavo
Quando ti senti la colpa di tutto
Ti spezzi, ti sgretoli,
Ti riempi di stucchevoli risposte
E rimani asciutto
Cenerizzato, un fuoco a lutto 
E iniziano i giri della morte, 
da quelle piccole giostre


Come si fa' a non darsi la colpa?
Quando senti tutto addosso, 
quando senti un rimpianto, un rimorso
Cerchi il colpevole a ogni costo

E a questo punto 
Intersecare e collidere sono lo stesso verbo:
Costringere 

Costringere a capire da dove viene quel dolore 
Da te o da altri?
E se avevi basato tutto su quello 
Tu sei uno dei tanti?

Saresti disposto anche a dire che il dolore e tuo e il male è altrui
Per scindere la linea dei deboli e dei forti
Tra te e lui
Ennesimo fantasma che bussa alla mia porta
Che sarebbe fischio nel vento, senza una scorta

Il male non è relativo, vacci piano 
È dentro di noi, che tu sia diavolo o cristiano 
È una scelta, nel casinò dell'universo 
E in mezzo a tutto questo
Chi si oppone al gioco, 
Alle roulette
Alle slot
Alle carte
Al black jack
Al poker
Ai dadi 
A alle probabilità di un dio?

Uno zappatore
Un lavoratore 
Un testimone 

Qualcuno che vale più di quanto costa 
Uno che sbaglia e va avanti ogni giorno, senza sosta
Qualcuno che ha saputo leggere prima di scrivere 
E anche se giudicava da quelle copertine 
Oggi si accorge che tutti i libri si coprono in cartine
Fumano nel baratro
Barattolo di questo mondo 

Opponiti 
Non per un contenitore più grande 
Non sei un Bastian Contrario 
Sei un bastardo, vivo, con gli occhi di un bambino
Travestito da sicario

Sono colui che non ha parlato 
E che si dà la colpa, per non far piangere 
Né la vittima, né chi l'ha pagato 

Ma nell'anima non c'è giustizia,
C'è vendetta 
E quando si scarica su di te
Non basta un proiettile per tutti quei pensieri 
Ma un pianoforte 
che suona i tasti di un dolore 
Cullandomi in picchi di lamenti
Annullandomi
In una ninna nanna insonne

Perché ho scritto un'altra poesia che vi piace
Che parte da un punto 
E finisce per dar torto a chi ha ragione 

Tutti zitti, 
sentite il silenzio degli imperfetti
Senza essere sconfitti
Perché la dignità di quelle sconfitte
Lava le coscienze di chi si sente puro, uno su mille

Sono la telecamera
Che guarda al microscopio,
il codice di questo male
E mi butto nell'immagine 
Fino a bucare 
Evolvere 
Mortalizzare

11/06/2026 testo di L
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