Ho venduto il mio corpo e non è stato un'inganno ne un semplice scambio di vedute. Ho venduto il mio corpo perché anima non ne avevo perché era tempo di partire perché era scritto perché lo volevo da sempre. Si, ho venduto il mio corpo non me ne pento ed ora sono rimasta senza, privata, perché non per una notte l'ho venduto non per un notte l'ho ceduto ma per intero e intonso e l'ho lasciato per liberarmi del tempio e nella bestemmia del gesto salire oltre ogni Cielo. Sul mio corpo si accanisce ora la fame di coloro che hanno pagato e mentre il suo prezzo scende io salgo verso la radice della mia scelta verso la sacra follia che ha ingoiato ogni ragione salgo senza corpo senza l'anima senza fardello e imbarazzo con la potenza di ciò che non ha niente da cui risorgere di cui aver cura niente da guadagnare niente da perdere. Salgo e non porto con me neppure il prezzo poiché ho venduto un' illusione di mille reiterati e soffocati istanti e come la prostituta lava con cura il corpo dopo averlo ripetutamente concesso e lo profuma quasi fosse un cadavere da preparare per le nozze con l'assoluto, così ho lasciato il mio e il suo prezzo nello stesso luogo dove peccato e indifferenza mercimonio e giubilo si congiungono e copulano miriadi di sogni. Ora lo so, qualcuno ha di me il corpo qualcuno l'anima ma è ancora nulla.
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