Grigio e fermo,
in sospensione,
stamani il cielo
se ne sta.
Solo,
poco lontano dai miei capelli,
a nessun passero
rondone
o aquilone,
in quest’ore,
fa da ambientazione.
E in quest’acroma immobilità,
imprevisto vuoto d’ogni musicalità,
scopro il mio respiro,
che un po’ smarrito,
comunque,
avanti e indietro va.
Questo strano silenzio,
penso,
troppo a lungo non durerà;
nel mentre però,
ne sopporto
la sua gran corposità.
In quel suo piccolo volo,
la gazzella,
sola,
sulla strada guarda di me al di là.
Mi volto,
un gatto lento,
del suo bianco e nero
lui non ha spavento.
D’inizio primavera,
si sfilaccia finalmente questa lenta attesa;
tutti lo san già,
la natura ringrazierà.
Da una piccola lacrima,
il cielo fra poco si frastaglierà:
tranquilli, senza vento,
la luce non s’accenderà!
Sotto il ritmo dell’acqua nuova
la vita nascerà
e chi,
come me,
c’è già,
non da meno si ristorerà,
Ferma,
le mani aperte,
mi godo questo naturale preludio
del non si sa,
se la pioggia,
alla fine,
lungo il cammino,
mi sorprenderà.
Eccola, si sa!
L’imprevisto di bagnarsi
sotto la pioggia d’inizio primavera,
che gran gioiosità:
i capelli zuppi,
la sorpresa, la corsa, poi la resa;
la scusa che l’ombrello
da qualche parte lasciato si sarà.
Che piccola a volte è la felicità.
Onorato Preludio di Pioggia a Primavera testo di Tanja