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In primavera, tra le strade si veniva catturati da una delicata brezza di gelsomino, o una aura che portava con sé nuovi sentimenti.
Tra le vie, persone perse nella frenesia e nessuno osava fermarsi.
Non posavano lo sguardo oltre le nuvole e affondare i propri pensieri nell’infinito. Tutto correva troppo veloce.
Tra tutta questa frenesia c’era un posto, un luogo dove il tempo sembrava fermarsi
“drindrin “un dolce campanellino, una porta, mille sfumature di colori, e una esplosione di fiori.
Assaporavi amore, dolore, malinconia attraverso quel mondo , era come entrare in una serra, ma allo stesso tempo nel giardino proibito del Eden.
La proprietaria era Maria, una donna devota al signore, ancora avvolta dal dolore per la scomparsa del marito, nonostante fossero già passati vent’anni.
Una vita piena di sacrifici, un vestito della domenica, mai un velo di trucco e quella biancheria rattoppata mille volte, benchè potesse permettersi di acquistarne di nuova.
Mandava avanti il negozio da sola da tanto tempo, ma lo faceva con passione. Tutti conoscevano Maria per la sua infinita gentilezza, mai un pensiero negativo su nessuno. diceva
“solo il signore può giudicare “
Una notte Maria fu catturata in un sogno profondo Era suo marito che la cercava, la implorava di lasciarlo andare, era ora. Doveva rifarsi una vita.
Le accarezzo il viso, la abbracciò e la spinse verso ad aprire una porta, e l’ì un giardino pieno di fiori di loto.
Il giorno seguente si alzò con le lacrime, pensando non fosse solo un sogno, ma un messaggio divino. Si diresse verso lo specchio, si pettinò e tirò fuori un paio di trucchi, giusto per darsi un po' di colorito, cercò tra le scatole impolverate un paio di tacchi e una camicetta. Per prima cosa, devota come era, andò in chiesa a confessarsi “ padre, ho ricevuto un messaggio divino, il mio defunto marito mi ha dato la benedizione che posso andare avanti “e con la forza nello spirito uscì e iniziò una nuova giornata nella sua fioreria. Nelle settimane successive, il cambiamento fù notato da molti con molta curiosità e ammirazione, ma accettata senza riserve, benché fosse per una chiamata divina.
I mesi passarono e in città non vedevano l’ora arrivasse la fiera della agricoltura. era una giornata dove tutti i contadini o mercanti della zona offrivano tramite delle bancarelle i loro prodotti caserecci, tra qui latte, miele, saponette naturali e ovviamente anche Maria aveva il suo angolino. Attiravano molti turisti. Erano giorni molto frenetici ma divertenti.
Maria era intenta a fare un bel mazzo da esposizione con dei gelsomini e qualche foglia per contorno, mentre era nei suoi pensieri, una voce risuonò “bello il gelsomino, simboleggia purezza, femminilità, le si addice “. Lei alzò lo sguardo con curiosità e allungò la mano per presentarsi. “sono Maria, la fiorista, piacere “
Lui “sono Davide, sono interessato ai suoi fiori “e con sorriso sotto una barba bianca molto curata, iniziò una conversazione molto piacevole sui fiori e giardini.
Sembrava un incontro finito tra i ricordi lontani di una giornata qualunque. Nella testa di lei, qualcosa divampava e nell’ombra di una devota Maria, si accesero le luci del proibito, ovvero qualcosa che aveva provato solo per il suo defunto marito. Le pareva di tradirlo, ma la frenesia della conoscenza era molto più forte.
Il giorno dopo lo attese in una pasticceria fuori città, lontano da occhi indiscreti. Fece finta di leggere il giornale, mentre lo osservava avvicinandosi al tavolo. Non era il solito uomo che vedeva passare per le strade, lui camminava con lentezza, stando attento a ogni passo. Completo a righe, scarpe di seconda mano, capello usato mille volte, e quest’aria da viaggiatore del mondo ma ormai stanco di farlo.
Attorno a un the caldo fecero un’altra immensa chiacchierata, i tanti viaggi di lui, le cose meravigliose viste. E lei, affascinata da un mondo che le apparteneva, ma rimasta chiusa in un paesino e nessuna possibilità di vederle con i suoi occhi. Un po' d’amarezza negli occhi di lei. Un bocciolo così bello, bramante di vedere la luce ma rinchiuso in torre d’argento. Questo era quello che lui vide in lei. Non so cosa spinse nel cuore di questo viaggiatore ma venne conquistato da ogni aspetto della sua vita e nulla fù più lo stesso.
Lui si trasferì in una casetta di legno un po' fuori città, immerso nella quiete della natura, mille pagine bianche e bramante di scrivere i suoi viaggi, ormai giunto al termine della sua carriera.
L’idea di lasciare qualcosa della sua vita , come un testamento dei ricordi, lo spinse a venire quaggiù, voleva riconnettersi con la natura, avvolto da persone genuine.
In questo tempo lui fu testimone dei cambiamenti delle stagioni.
Arrivò con l’ebrezza dei gelsomini e un clima mite , al caldo che scaldava le pietre al sole, e attese anche l’autunno.
In tutto questo periodo Maria fu di molta compagnia, si istaurò una amicizia profonda. Una buona giocatrice a scacchi e una buona silenziosa spalla per pescare.
Negli occhi di lui qualcosa mutò , piano piano come le stagioni.
E Decise di organizzarle una cena speciale.
Un vecchio proiettore con alcuni viaggi dove fece da cicerone per lei, una candela, la solita partita a scacchi dove lui la fece vincere , solo per ammirare quel ghigno di felicità nel suo volto. Poi lei capì il calore nella stanza e prima che lui potesse aprir bocca, lei prese in fretta e furia le sue cose e se ne andò.
Quella notte fu la più difficile per Maria, impaurita da questo fuoco che la divampava dentro e nel suo più intimo momento, si sentì tutto un fremito. La sua testa girava, lo sguardo di lui, peccaminoso. Il cuore accelerato , i seni tutto d’un tratto bollivano, le sue mani iniziarono ad avere una volontà propria , e scesero nella sua più intimità nascosta. Meravigliata, le sue mutandine era acqua e lei, per quanto resistè, le mani andarono a toccare i cieli più alti di piacere. A terra, il vestito strappato dalla troppa frenesia e le mani che avevano la volontà di far sentire Maria viva, viva come un tempo. E il viaggiatore entro senza che lei se ne accorse, dentro i sogni di ogni notte, Come un ladro, ma si sà, le cose migliori arrivano quando meno te lo aspetti.
I giorni passarono e Maria si fece più devota verso il signore.
“Padre mi confessi, sono stata una peccatrice di atti impuri, ogni notte, non so cosa mi stia accadendo”
Pregò ogni momento della giornata, che sparissero quei pensieri peccaminosi, ma ogni notte le mani ripresero volontà propria.
In uno di questi sogni, il defunto marito, riapparse, dando a Maria nuovi dubbi e confusione per le parole sentite in sogno
“Amore della mia vita, so che sei in un momento di sconforto ma ascolta le tue mani e segui la sua volontà”
Maria devota come era prese tutto come un segno divino ma passo ancora molto tempo prima di farsi coraggio.
Decise di chiudere il negozio qualche giorno ed andare a trovare una sua cugina alla lontana in città. Una donna emancipata troppo presto, ma ora aveva famiglia, un marito, non poteva essere una cattiva conoscenza. Ad ogni modo volle che quel viaggio fosse la sua rinascita. Dovevano essere solo pochi giorni, ma si prolungarono di qualche settimana, vide musei, opere d’arte, partecipò a serate di musica. Con tutta la carità di una donna interessante, proprio ad una di queste serate, catturò la curiosità di un giovane, dall’aria molto sofisticata. Lei si sciolse nella conversazione, dando voce alle proprie sensazioni, osservando le opere, di giovani artisti emergenti. L’ì descriveva come se il bambino dentro di lei emergesse, scoprendo, la paura, negli schizzi blu, o l’euforia, o il piacere della mansueta calma in quel prato verde.
In un ben che non si dica, si trovarono seduti in un ristorante, con calici di vino e cibi afrodisiaci. L’ubriachezza ebbe un sapore amaro sulla verità e lei si aprì “Sono un bocciolo vissuto in una torre incantata, sono stata incosciente tutta la vita. Dopo molto tempo La mia mente è stata catturata da un viaggiatore, ogni notte il mio corpo si brucia senza aver pace. Ho paura , lui vive con mille ricordi di terre lontane, ed io, non ho cosi tanto da offrire”. lui la guardò con ammirazione e disse” sei una delle donne più interessanti io abbia mai conosciuto, sono stato catturato dalle tue parole alla mostra di prima. Dici di non aver mai viaggiato, ma io credo tu abbia dentro di te mille mondi.
Sento la tua ricerca di verità, rinascita. Allungò, con dolcezza la mano sulla sua gamba, lo sguardo penetrante, e disse
“Nella vita reale sono Gianmarco, faccio divertire le donne per denaro, le accontento in tutti i modi possibili. Sono a loro completa disposizione.
Tu hai viaggiato allungo nonostante tu non lo sappia, quindi voglio donarti la tua rinascita stanotte. Un mio regalo dal cuore.
Lei lo guardò qualche minuto senza dir nulla, solo mordendosi le labbra lentamente, sotto il tavolo la mano si allungò, l’eccitazione di lui fu più che accolta con entusiasmo. Tirò fuori dalla tasca una chiave, numero 245 “vai in camera, mettiti a tuo agio e io arriverò con un regalo per te”. Riusciva sempre a capire l’intimo ideale per le sue donne, ma per lei ebbe qualche difficoltà, ci mise un po'.
La stanza era luminosa e ben spaziosa, si sedette un minuto nella poltroncina e fece il segno della croce, Pensando al suo defunto marito.” Ti ho amato dal primo giorno che ti ho visto, sei stato il mio tutto, quando sei morto, lo sono stata anche io, la fede mi ha aiutato a tenerti nel cuore, avendo cura di tornare a vivere, ciao amore mio”. D’un tratto Gianmarco entrò con un pacco. “ è per te indossalo stasera “Uscì una donna tremante, capelli sciolti, neri, un seno ancora bello prosperoso e caviglie sottili come una giovincella. Lui si avvicinò, la bacio teneramente il collo, e piano le scoprì il seno, lei divampò e lascio le sue mani toccarlo ovunque lei volesse. Lui le sussurrò “ fammi vedere come sei eccitata” improvvisamente si spostò le mutandine e prese a toccarsi con una voglia inarrestabile di darsi piacere, lui si piegò e inizio a leccare come se volesse divorarla.
La sua lingua, le sue mani, fecero esplodere il suo clitoride. Lei non lo aveva mai provato e non sapeva potesse provare qualcosa di simile. Fece sedere Maria sul letto picchiettando le grandi labbra. La incitò a leccare il suo membro, avendo il controllo sul suo piacere. Leccava con dolcezza, ma amava andare fino infondo, Si staccava, lo guardava, mentre si toccava i seni, e riprendeva sempre con più forza. Lui le chiese di sdraiarsi e fidarsi di lui.
Inizio a leccarla dal suo dolce collo, mentre le sue mani scendevano verso piaceri più intensi, sentì un brivido e dolci parole “fammi scoppiare di piacere “ e lui obbedì. Tornò a leccare le grandi labbra, aiutandola a toccarsi nei punti giusti, lei ansimava sentendo sempre di più cambiare timbro della voce.
In un attimo, un urlo di gioia, e la faccia di lui bagnata, un godimento intenso. Ora tutto era fuoco. La prese e la girò per spingerla di piacere con il suo membro. Molte posizioni furono adottate e lei volle provarle tutte, lui la sbattè contro il muro e la volle sentire urlare come non mai. Lei stessa in un certo momento prese in mano il suo piacere e disse “ Ora distenditi, voglio rimettermi cosi” la bocca spinta dentro il tuo membro e tu mi leccherai nel mio profondo piacere”.
Due ore passarono come se ci fosse un incendio nella stanza . Lui stava per esplodere cosi la prese senza dirle nulla e ammirando il suo seno prosperoso, venne nei sui seni ormai rossi e gonfi.
Lei si rivestì, un bacio come due giovani amanti e chiuse la porta e i ricordi dietro di sé.
Maria prese coscienza del suo corpo, del suo essere, rinchiusa in una bolla di tabù e ignoranza. Era nata con le ali, ma senza saperlo, legate tutta la vita. Non era più sicura di tornare ma dovette per capire cosa voleva fare ora del suo tempo.
Tornò a casa e trovò un plico di lettere davanti la sua porta.
Erano del viaggiatore. Ogni lettera era un racconto della sua giornata, a fine pagina scriveva sempre “vorrei averle fatte con te “ e così affrontò quel uomo che la spinse a vedere oltre i confini del cielo.
Lo chiamò e gli chiese di vedersi nel suo negozio, nel suo mondo fatato. Nonostante fosse volata via, tornò nella sua isola felice.
Mise un paio di candele, un tavolino, e qualche bicchiere.
Quando lui entrò, non poté nascondere la sua felicità del vederla e la abbracciò scusandosi subito, se l’avesse spaventata con i suoi sentimenti.
Lei prese un fiato, e iniziò a raccontagli, chi era prima di conoscerlo, dopo averlo conosciuto, e il suo viaggio, e soprattutto chi si sentiva d’essere, tornata da quella fuga.
Lui la guardò con occhi sognanti e disse “ sei la mia viaggiatrice, io ti insegnerò cosa ho visto e tu mi insegnerai tutte quelle sensazioni dal cuore, che io solo posso immaginare, ma non ho mai avuto l’onore di provare.
Si baciarono con tanto ardore, e volarono nel mondo del piacere