10 metri

scritto da Francesco Giardina
Scritto 22 ore fa • Pubblicato 12 ore fa • Revisionato 3 ore fa
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Autore del testo Francesco Giardina

Testo: 10 metri
di Francesco Giardina

Ho fatto una stanza
di soli dieci metri:
mi sono dimenticato
a metterci i quadri.
Allo stesso tempo
a-pittorica e senza misura.
Un' opera allo stato puro
che assolo un muro.
(Arrangiamento-post
in corso di muratura
a causa di gravi  
inadempienze progettuali.
O, semplicemente,
mancanza di risorse sufficienti
per disnesso cantiere edile. 
Stremato e licenziato.
Io senza più forza né lavoro.
Comunque sia, 
seppur in accomodo,
a mio avviso,
resta pur sempre un pregevole
-o spregevole-  
tentativo di arte visionaria ).

A lavoro compiuto,
come spesso d’ altronde mi capita, risulta una dimensione in meno
che quasi avanza:
un lato di me (h)a tralascia-lato.

Praticamente
ne è venuto fuori un filo di muro, sottilesottile,
impraticabile persino
agli atomi più pittori.
Come se fosse, e contemporaneamente,
una strettoia e un capolavoro 
di edilizia minimal.

E inoltre,
senza quadri (e quadrati vari),
le pareti sono risultate
sorprendentemente
comodissime:
mi ci appendo quanto mi voglio; figuratevi che ci dormo pure.
( Ottimizzazione dello stato tridimensionale.
Alterazione sonno-sogno-spazio
a installazione
artistica incorporata).

Ci sto a malapena,
ma in compenso
non ho  né la voglia
né il tempo di cadere.
E dove cado?
Non mi posso muovere.

Starete pensando:
Dove s' appiglia
e dove s’ appende?
Ma soprattutto:
dove sta andando a parare? 
Belle domande,
ma lo ammetto: 
non ho studiato.
(In-preparato -ma di risposta-
vengo con piacere volontario 
una prossima volta).


Che non ho un cielo né una stanza, questo sto cercando.
Sto cercando di dirvi,
che seppur è vero che l’ abito
non fa il monaco,
io abito lì.
E prego la regia di mandarmi avanti.
E tra le fessure, 
a intonaco d' un muro aperto,
mi srotolo ne la pellicola  
dell’ a-stanza.
(Cameramen).

È sempre da lì
che riprendo e riprende tutto.
Pure a vivere. 

(Effetti collaterali indesiderati: Respirazione in costante
affanno crescente,
soffocamento cianotico evidente, causa ciano esautoro.
A giallo non risolto 
l' alterazione della scena 
risulta definitivamente
compromessa
in un nero di seppia
che abbonda dappertutto:
Non si vede un cazzo!
Il bianco muore sporco
e la successiva stampa
sbiadisce,
mentre colori e mente s'annebbiano,
Tutto s'accartoccia.
Risultato finale?
Un finale scontato,
che per non morirci
finisco per abbattere
sempre lo stesso muro).

10 metri testo di Francesco Giardina
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