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Ho fatto una stanza
di soli dieci metri:
mi sono dimenticato
a metterci i quadri.
Allo stesso tempo
a-pittorica e senza misura.
Un' opera allo stato puro
che assolo un muro.
(Arrangiamento-post
in corso di muratura
a causa di gravi
inadempienze progettuali.
O, semplicemente,
mancanza di risorse sufficienti
per disnesso cantiere edile.
Stremato e licenziato.
Io senza più forza né lavoro.
Comunque sia,
seppur in accomodo,
a mio avviso,
resta pur sempre un pregevole
-o spregevole-
tentativo di arte visionaria ).
A lavoro compiuto,
come spesso d’ altronde mi capita, risulta una dimensione in meno
che quasi avanza:
un lato di me (h)a tralascia-lato.
Praticamente
ne è venuto fuori un filo di muro, sottilesottile,
impraticabile persino
agli atomi più pittori.
Come se fosse, e contemporaneamente,
una strettoia e un capolavoro
di edilizia minimal.
E inoltre,
senza quadri (e quadrati vari),
le pareti sono risultate
sorprendentemente
comodissime:
mi ci appendo quanto mi voglio; figuratevi che ci dormo pure.
( Ottimizzazione dello stato tridimensionale.
Alterazione sonno-sogno-spazio
a installazione
artistica incorporata).
Ci sto a malapena,
ma in compenso
non ho né la voglia
né il tempo di cadere.
E dove cado?
Non mi posso muovere.
Starete pensando:
Dove s' appiglia
e dove s’ appende?
Ma soprattutto:
dove sta andando a parare?
Belle domande,
ma lo ammetto:
non ho studiato.
(In-preparato -ma di risposta-
vengo con piacere volontario
una prossima volta).
Che non ho un cielo né una stanza, questo sto cercando.
Sto cercando di dirvi,
che seppur è vero che l’ abito
non fa il monaco,
io abito lì.
E prego la regia di mandarmi avanti.
E tra le fessure,
a intonaco d' un muro aperto,
mi srotolo ne la pellicola
dell’ a-stanza.
(Cameramen).
È sempre da lì
che riprendo e riprende tutto.
Pure a vivere.
(Effetti collaterali indesiderati: Respirazione in costante
affanno crescente,
soffocamento cianotico evidente, causa ciano esautoro.
A giallo non risolto
l' alterazione della scena
risulta definitivamente
compromessa
in un nero di seppia
che abbonda dappertutto:
Non si vede un cazzo!
Il bianco muore sporco
e la successiva stampa
sbiadisce,
mentre colori e mente s'annebbiano,
Tutto s'accartoccia.
Risultato finale?
Un finale scontato,
che per non morirci
finisco per abbattere
sempre lo stesso muro).