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Io sono uno psicodramma
Il mio corpo simula
Infezioni, pruriti, gonfiori
Acne e quel che serve
Per un cordoglio continuo.
Di mente in mente
Una teoria di tableaux
Tutti a tema tragedia:
È tragediografa purtroppo.
Di attori ci sono io
Con monologhi preoccupanti
Interamente infarciti
Di quel che non so dire
E pure fiera mi piango di gesta
E giostre all'arma bianca.
Gli altri, nei dialoghi,
Annuiscono e mi accusano
D'essere poco addolorata
E dolorante.
Quelli che restano*
Sono loro.
L'Enrico III sono io
Uno scontento di tutto
Specialmente di sé.
E la morte è troppo poco
Mi merito un esilio
Un mutilato inganno,
Che abbandonato e solo
È l'attore:
Una terra sterile, ostile
E marcia.
E così, con una bustina di lacrime,
Resto gobba e girata
Ad aspettare il pubblico indignato mi lasci.
Sì, come attore valgo poco.
E come psicodrammaturga
Anche meno.
Nei magazzini buste umide
Stipate fino ai soffitti
E scatole intere di copioni ingialliti.