Un giorno in spiaggia

scritto da Chicky
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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Una piccola storia d'amicizia...
- Nota dell'autore Chicky

Testo: Un giorno in spiaggia
di Chicky

A Jasmine non era mai piaciuto il mare. Durante le vacanze estive andava sempre in montagna con i genitori oppure tornava in Sudan. Ma quest’anno il padre aveva deciso di organizzare un soggiorno in riva al mare. Jasmine odiava quella parola. Mare per lei significava solo grande rabbia e tristezza. L’aveva visto solo una volta, cinque anni prima, dopo un estenuante viaggio attraverso il deserto fino alle coste libiche, quando il padre aveva costretto lei e tutta la sua famiglia ad emigrare in Italia e a lasciarsi alle spalle tutto ciò che avevano di più caro.
Ora era lì, rannicchiata sulla spiaggia sotto il sole cocente, con la testa poggiata sulle ginocchia, mentre osservava la grande distesa azzurra. Sentiva caldo, molto caldo: lo chador nero la stava facendo soffocare ma, nonostante ciò, rimaneva immobile come una statua.
All’improvviso sentì una mano battere lievemente sulla sua spalla. Scattò in piedi e si girò: era una bambina sui tredici anni, come lei: -Ciao!- disse -Io mi chiamo Maria. Come mai sei così imbronciata? E perché indossi un costume così…“strano”?-. -Ehm…ciao! Io sono Jasmine. Non è un costume questo- rispose un po’ imbarazzata -e…odio il mare!-. -Come odi il mare?! È così bello!- chiese stupita Maria, poi aggiunse sorridendo: -Lo credo che lo odi: con “quel coso” addosso! Ma come fai a fare il bagno? E poi non hai caldo?-. -Sì, ho molto caldo, ma devo portarlo, è un mio “dovere”. E il bagno non mi piace farlo! Te l’ho detto: odio il mare e l’acqua e i pesci e tutto ciò che lo riguarda!- disse infastidita Jasmine e si voltò, dando le spalle alla bambina.
Maria la prese per un braccio e la trascinò via con sé, esclamando:-Vieni, dài, che ti faccio vedere una cosa.-. Jasmine era indecisa e stupita, ma decise di lasciarsi “trasportare” da quella simpatica bimba.
Si diressero verso il punto più alto della scogliera, in un luogo fresco ed isolato. -Guarda!- gridò Maria, indicando il mare. Il sole si rispecchiava sull’acqua, formando piccole onde dorate; poco più in là, una miriade di vele coloravano la distesa azzurra, facendola assomigliare ad un arcobaleno. Jasmine rimase a bocca aperta: non avrebbe mai immaginato il mare così “luccicante” e bello. Quella vista le fece ricordare alcune meravigliose sete che aveva comprato, un giorno, al mercato in Sudan, con la madre. Le venne in mente anche il vestito da sposa che indossava una ragazzina sudanese il giorno delle nozze. Ricordò di averla ammirata a lungo, sognando di poter indossare anche lei un vestito così…
Forse non avrebbe aspettato molto! Aveva sentito i suoi genitori parlare di un suo probabile matrimonio…A quel pensiero le si riempirono gli occhi di lacrime ed abbassò la testa. Nessuna delle sue compagne di classe italiane doveva sposarsi a tredici anni, mentre lei sì: era ingiusto! -Hey, Jasmine!- esclamò Maria –Allora? Che ne pensi adesso di questo posto?-. -Eh?- disse la bambina riscuotendosi dai suoi pensieri -Ah, sì, mi piace. Devo ammetterlo: non è niente male!- ed abbozzò un sorriso.
-Tu non sei italiana, vero?- chiese Maria. Jasmine scosse la testa. –Però..mmh..parli molto bene l’italiano, brava!-. –Grazie.- rispose la piccola, arrossendo. Rimasero in silenzio per qualche minuto. Jasmine osservò Maria: era una bella bambina dalla pelle leggermente abbronzata e dai lunghi capelli biondi e lisci. Indossava un costume molto carino, verde e giallo. Anche lei avrebbe voluto un costume come quello, oppure lasciare sciolti i capelli, ma il suo papà non gliel’avrebbe mai permesso. Si toccò il velo che la copriva: non lo sopportava, l’avrebbe voluto bruciare, se solo avesse avuto il coraggio.
Maria si voltò di scatto e le domandò, indicando lo chador: -Perchè non te lo togli solo per un attimo? Poi te lo rimetti!-. Jasmine la osservò titubante: improvvisamente sorrise e si sfilò solo la stoffa che le copriva il capo. Immediatamente si sentì felice e libera come non lo era mai stata. Sentì il fresco venticello passare tra i suoi lunghi capelli neri ed accarezzarle il viso piacevolmente. Cominciò a ridere ed anche Maria lo fece.
Le due bambine, ormai amiche, si presero per mano, si sedettero e guardarono, serenamente ed in silenzio, un gabbiano volare sull’orizzonte, nel punto dove cielo e acqua sembrano unirsi, avvolti da un raggio di sole… .
Un giorno in spiaggia testo di Chicky
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