E' ragionevole pensare che dopo la morte l'anima, semmai continua ad esistere, perda la sua capacita' intellettiva, la sua forza vitale, un po' in similitudine a quanto avviene durante il sonno, o durante un letargo, o perche' no, durante un'anestesia totale, coma o simili... quando l'anima, pur attiva anche attraverso i sogni, si assopisce, si rimpicciolisce. In questa fase, il concetto di tempo perde di significato, in quanto ne perdiamo percezione.
E' dunque lecito pensare che come il corpo si trasforma in energia vitale a beneficio di altre forme viventi, cosi l'anima potrebbe in qualche modo disgregarsi temporaneamente. Eppure (sempre nella mia immaginazione) si puo' ipotizzare che non se ne distrugge il DNA intrinseco, cosi come quando dormiamo, assopiamo i sensi ma non distruggiamo le capacita' degli stessi. Ma se cosi' fosse, allora, dove e come si installa l'anima al momento del concepimento vitale? Mi viene da pensare a un sistema operativo preimpostato, che viene "scaricato" dalla rete, facendo un paragone squisitamente informatico. E questo credo vale per un dinosauro, per una pianta, un animale, un battero, o perche' no, un corpo celeste, che potrebbe non avere un'intelligenza, ma potrebbe avere un'anima, chi puo' dirlo..
E' evidente che tutto questo ragionamento trasferische, ahime' senza risolvere, il problema di quale forza ha ideato il moto celeste, le leggi della fisica, il processo di autogenerazione e di trasferimento al futuro delle varie forme di vita, quale forza ha generato il concetto di DNA, di matematica, di cicli vitali degli atomi, dei corpi celesti, dell'anima?
Dunque e' possibile che l'anima non si disintegri nel nulla al momento della morte, cosi come il corpo non svanisce immediatamente, e alcune particelle potrebbero proeseguire il loro viaggio nel tempo molto piu' a lungo. Forse trasferendosi in una specie di reincarnazione, o forse disperdendosi nel nulla, per restare ancora solo nella memoria dei posteri, un poco piu' a lungo.
Come mi ha fatto osservare qualcuno, non ha senso un universo proiettato alla morte. E siccome chi ha creato tutto questo un'intelligenza e una logica ha ben mostrato di possederla, mi viene da concludere che un senso deve esserci, e che questo spirito vitale, quest'anima, deve necessariamente trasferirsi al futuro, per uno scopo ultimo che resta irrisolto a noi povere pedine inconsapevoli.
Non e' affatto scontato che solo perche' lo spirito, o l'anima, non si esaursice immediatamente, sia per questo da considerarsi eterno. Le ipotesi sono infinite. Immense. Incomprensibili.
Tutto cio che non esisteva in precedenza, (dunque NON ERA), secondo me e' logico che torni a non esistere.
Chi ha disegnato tutto questo ha senza dubbio organizzato un ciclo equilibrato in ogni dettaglio. Ogni aspetto negativo per una specie e' un vantaggio per un'altra, e ogni parte ha in mano le carte per giocarsi la sua partita individuale, poco importa quanto infinitamente piccola e irrilevante sul quadro generale, in questo gioco meraviglioso che e' la vita.
In questo vedo una consolazione, unitamente al fatto che come le cellule individuali che compongono le ciglia di un occhio umano, non dovrebbero ragionevolmente preoccuparsi di "dove andranno a finire", cosi anche noi, infinitamente piccoli in questo enorme progetto divinamente architettato, non dobbiamo molto probabilmente angosciarci piu' di tanto di dove andremo, o molto probabilmente NON andremo.
Ho riflettuto di nuovo, oggi, sul concetto di libero arbitrio. A istinto credo che non esista. Credo che abbiamo l'illusione di possedere il libero arbitrio, ma nel complesso non e' rilevante.
L'uomo, con la sua smisurata intelligenza, almeno rispetto alle altre forme di vita, ha purtroppo questo dilemma tremendo di riuscire a rendersi conto dei suoi limiti, senza poter mai soddisfare la sua sete di conoscenza.
Eppure di quando in quando qualche spirito si dichiara "illuminato", vediamo un Buddha, o un Gesu, o magari persone che dopo aver vissuto un'esperienza di quasi morte si dichiarano sereni nell'affrontare il buio.
Troppi gli argomenti. E' ora di un cappuccino e di qualche battuta sul tempo, sulla politica, e' ora di tornare alla vita che con la dose di agitazione quotidiana, ci illudiamo di governare.
Considerazioni filosofiche testo di LauraCocca