22/04/2003
Carissimo Giacomo,voglio parlarti della mia casa di Schivenoglia.
Tu non sai,ma mi hanno portato via il cuore.
La mia casa non c'e' piu'dal 24 gennaio del 2002.
Un'asta ha deciso che devo lasciare quelle mura che mi han vista crescere,studiare,sognare.
Ricordi di sapori,di voci,di cantilene di nonni senza eta', rivolte ad una bambina impossibile,ribelle come me.
Mi ritrovo persa.
Da quel giorno ho fatto tanta strada,sono giovane,ho cercato risposte ma ho trovato solo briciole di compassione e pieta'.
Sai nella mia casa di Schivenoglia,avevo anche scritto un racconto,ero piccola allora,si chiamava "Il passerotto di via Caselle".
Parlava di una bambina come tante che nella sua campagna trovava sempre rifugio,calore,una tregua da una Milano,da una famiglia devastata dal dolore,dalla morte,dalla separazione.
Sono passati anni da allora,e poi..poi una svolta improvvisa di un imprevisto e fatale casino e....
Ma mai piu' vittima!Ti ho scritto perche' da oggi ho deciso, mi riprendo quel che resta e riparto.
Ho visto l'india,ho ho amato Calcutta,ho conosciuto l'Africa,mi sono innamorata.
Quella casa pero' e' sempre li'nell'angolo piu' prezioso del mio cuore,il mio riposo ogni volta che mi sento sfinita da viaggi verso approdi di senso.
E oggi volevo renderle omaggio,con queste Ali di Carta che vorrei raggiungano il cuore di chi non sa piu' che la Vita e' l'Amore.
Quante volte ripeto che sono stanca,che vorrei solo per un attimo correre nel lettone dei nonni e dormire senza pensieri e volare ancora con la fantasia.
Prendere la bici,costeggiare la bonifica,andare sull'argine raccogliere i miei fiori,andare in parrocchia sostare in Silenzio davanti all'Altare del Mio Dio che sorride e mi grida di FarGli compagnia.
Ma la vita ha le sue leggi,gli errori si pagano,Giacomo,sogno solo una cosa adesso,una tregua, a chi ha lottato per me,parlo della mamma.
Vive ma e' morta dentro...Capisci non cela faccio piu',pensieri confusi come in un bosco di notte e ti scrivo solo le mie emozioni.
...Il nonno aveva un sacco di canarini che teneva nel "Casotto" del giardino,avevamo anche due cani,oggi c'e' solo una giovane avvocatessa che non vuole sentire ragioni.
"Qui ci sto io ,se ne vada e non torni piu'!".
Ma lei che ne sa?Che ne sa?le vorrei dire di leggere il libro di Elisa Springer"Il silenzio dei vivi".
La vorrei ringraziare ,perche' oggi posso abbracciare chi come me ha perso la sua terra e non e' piu' di nessuno.
Mi accontenterei di un attimo,adesso non so dove andro'.
Ho scelto i diritti umani,ho scelto di immergermi nel dolore di uomini,donne,bambini che nel mondo non sanno piu' chi sono.
Ho scelto di essere amica di tutti,povera,ma libera.
Oggi sono un mezzo avvocato senza titolo,solo una laurea e tanta strada sulla schiena,tante storie di disperazione che ho abbracciate e volute tutte nel mio cuore,solo per risalire insieme,in un esodo senza fine verso una terra nuova di amicizia vera tra popoli di fratelli che non si ammazzino per un metro quadrato,ma sappiamo condividere assieme tozzi di pane spezzato dall'Amore.
Giacomo,ho capito che solo il dolore ti fa parlare la lingua di tutti.
Allora adesso ,vorrei solo dirti Grazie Schivenoglia,grazie terra di campi,di animali,nido di Dio,del Figlio di Dio che grazie a te ho incontrato per le strade del mondo.
E' difficile,la lotta e' all'ultimo sangue,l'incomprensione e' all'ordine del giorno,ma ho fame e sete di dire ai miei piccoli che oggi io ci sono e ci saro' sempre.
Saro' quella casa,quel lettone dei nonni che tutti abbiamo conosciuto e mai dimenticato,per loro preparo le mie torte di mascarpone,i miei tortelli di zucca,i miei cappelletti che nessuno mi potra' mai rubare.
Saro' la voce di chi non ne' ha piu' e questo grazie a te Schivenoglia.
Ti ho amato tanto mia terra,nonostante le umiliazioni,le derisioni,i pettegolezzi,io ti ho amato.Capito?
E ora lasciami sfogare,un po' di lacrime fanno bene.
A voi giovani dico solo che avete un dovere,lasciare incontaminata la purezza della mia terra.
Vi amo tanto!
Ti voglio bene Schivenoglia testo di Panugy