Anderssen

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il primo genio romantico degli scacchi.
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Testo: Anderssen
di Fringuello

 

                                      Anderssen

 

Adolf Anderssen era un tranquillo e mite professore di matematica in un liceo di Breslavia (Polonia).Non si hanno molte notizie sulla sua vita privata, era celibe e viveva con la madre e la sorella.

Quasi  mai si mosse dalla sua citta natale dove era molto stimato, a parte quando doveva sostenere dei match. Nacque nel 1818 e morì piuttosto giovane, all’età di 60 anni.

Al contrario della pacatezza e tranquillità della vita che conduceva, quando giocava a scacchi subiva come un incredibile trasformazione, era avventuroso, spericolato, si prendeva dei rischi, pur di fare bel gioco.

Si, non per vincere, era un artista della scacchiera e vincesse o perdesse non gli importava, doveva fare bel gioco. Era insomma un romantico quando giocava. E le sue partite erano incredibilmente belle.

Prova ne sia il fatto che le due partite unanimemente giudicate le più belle di sempre le giocò lui, avevano un nome, L’immortale e la Sempreverde, e chi per una volta non se le è andate a guardare…

Io le ho viste, un gioco audace, sacrificava tutti i pezzi e coi pochi pezzi rimasti dava lo scacco matto.

Non esisteva ancora il titolo di campione del mondo , ma per oltre 15 anni a partire dal 1851 venne considerato il miglior giocatore vivente. Come ho detto  si spostava solo per i tornei e si fece conoscere al mondo vincendo il torneo di Londra del 1851.

Quasi contemporaneo Howard Staunton, aveva un carattere opposto al suo, istrione, sbruffone e litigioso, ma alla fine codardo. Al suo attivo aveva il secondo posto al torneo di londra, ma si costruì l’immeritata fama di più forte giocatore del tempo, però sfuggiva con mille scuse a qualsiasi confronto.

Morphy era all’epoca il vero campione e lo avrebbe dimostrato, sfidato che ebbe Staunton che si nascose dapprima dietro una scusa e poi ponendo condizioni inaccetabili.

Morphy pensò allora di sfidare Anderssen, che però non aveva il denaro per il viaggio. A quel punto Paul Morphy, da vero signore, organizzò una serie di sfide per fare cassa e riuscì  pagargli il viaggio.

Anderssen non frappose scuse e giocarono per quello che poteva essere considerato il primo match per il campionato del mondo, seppure non fosse ancora stato ufficialmente istituito.Il match: vittoria al primo che avesse vinte 7 partite escluse le patte. Parigi, hotel de breteuel anno 1858 Il 20 di dicembre

Morphy vinse e Anderssen che era fuori allenamento, capì che il gioco non si tiene soto una campana di vetro per tirarlo fuori all’occasione opportuna, bensì va allenato.

Comunque, all’epoca i più forti giocatori erano a Parigi e Londra, Morphy li aveva sconfitti tutti a parte Staunton che s’era negato. Poteva tornare vincitore negli States. Di lì a poco avrebbe fatto una tragica fine, e il titolo, virtuale, sarebbe ritornato ad Anderssen

Anderssen sarebbe morto nel 1879, ma prima, caso unico per un giocatore di scacchi, si ebbe conferita dalla università di Breslavia la laurea onoris causa, per aver elevato il gioco degli scacchi a disciplina di prestigio culturale.

 

 

 

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